SPECIALE Serena Venditto: Malù, Ariel, Samuel, Kobe e Mycroft, i protagonisti che fanno la differenza
Adoro i libri gialli, Napoli, i gatti neri, e anche il burraco: va da sè che l’estate 2026 me la ricorderò anche per aver scoperto Serena Venditto e i suoi gialli deliziosi. Libri leggeri, ironici, scorrevoli, ma mai banali. Anzi, proprio questa leggerezza è stata una delle cose che ho apprezzato di più.
Sono cinque romanzi che appartengono al mondo del cozy mystery: ci sono omicidi, misteri, indagini e qualche enigma da risolvere, ma senza quell’atmosfera cupa e ansiogena tipica di molti thriller. Qui il giallo si mescola alla quotidianità, all’amicizia, alle relazioni, alle battute e alle piccole stranezze dei protagonisti.
E sono proprio loro, i protagonisti, a fare la differenza. Malù, Ariel, Samuel, Kobe e Mycroft, il gatto nero che sembra avere un fiuto migliore di quello della polizia, sono una compagnia così particolare che viene spontaneo affezionarsi. Mi è piaciuto seguirli non solo durante le indagini, ma anche quando semplicemente parlano, discutono, mangiano, scherzano o si ritrovano a vivere le loro normali giornate nell’appartamento di via Atri 36.
Poi c’è Napoli, che in questi libri è molto più di uno sfondo. È una presenza costante: vivace, colorata, ironica, multiculturale, piena di tradizioni e di contrasti. Una Napoli raccontata con affetto, ma senza cadere nei soliti luoghi comuni. In Grand Hotel, poi, il Natale napoletano, i presepi, il cibo e le tradizioni diventano quasi parte della storia.
Anche i misteri sono sempre diversi e divertenti: morti sospette, omicidi, messaggi nascosti nelle carte da burraco, matrimoni movimentati, cene con delitto che finiscono con un vero delitto e persino tracce di sangue tra le pagine di un libro usato. Ci sono tanti richiami al giallo classico e ad Agatha Christie, ma tutto viene raccontato con un tono leggero e contemporaneo.
I cinque libri che ho letto, nell’ordine, sono:
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Aria di neve. La prima indagine di Mycroft

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L’ultima mano di burraco. Quattro coinquilini e un’indagine (per non parlar del gatto)

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Grand Hotel

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Commedia gialla con gatto nero

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Sette vite come i libri

Insomma, cinque letture che mi hanno fatto compagnia senza mai appesantirmi. Gialli sì, ma anche storie di amicizia, libri, vita quotidiana e personaggi nei quali è facile ritrovarsi o, semplicemente, affezionarsi.
E poi c’è Mycroft. Perché diciamolo: un gatto nero che partecipa alle indagini e spesso sembra capirne più di tutti gli altri non poteva che conquistarmi.
Una bella scoperta di questa estate. E adesso, dopo cinque libri, mi è rimasta una domanda: quando si torna in via Atri 36?
Di Teresa Dentico


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