La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga – la detective Renée Ballard (Michael Connelly)

La narrativa gialla vista dalla parte di chi indaga – la detective Renée Ballard (Michael Connelly)

 

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La detective Renée Ballard

Nel libro “L’ultimo giro della notte“, del 2018, Michael Connelly ci fa conoscere una nuova protagonista: Renée Ballard, detective della stazione di polizia dell’Ultimo Spettacolo.

Renée Ballard aveva quattordici anni, quando il padre morì in mare davanti ai suoi occhi, o almeno si presume che sia morto perché non è mai stato ritrovato il corpo. Per due anni circa, vive in spiaggia o sui divani degli amici quando faceva troppo freddo, fino a quando la nonna Tutu va a cercarla e la porta a Ventura, la città d’origine del padre.

Con la madre Makani non ha un bel rapporto, si sono allontanate maggiormente dopo la morte del padre. Forse Renée glielo ricordava troppo. Vive in un rench isolato senza telefono e internet a Kaupo, nell’isola di Maui. Si sentono a Natale o se ha bisogno di qualcosa. Anche quando frequenterà l’università delle Hawaii, dove prenderà una laurea breve in giornalismo, non le farà riavvicinare.

Quando si stufa di scrivere di crimini entrerà in polizia.

Tosta, decisa, testarda e solitaria fa subito carriera e diventa detective alla Omicidi della Sezione Hollywood. Ma il suo modo di fare, molto simile ad un altro detective di nostra conoscenza, non farà altro che attirare i guai.

Dopo aver denunciato il suo superiore, il tenente Robert Olivas, per molestie sessuali, viene trasferita al turno di notte chiamato “L’ultimo spettacolo”. Nessuno è dalla sua parte, nemmeno il suo partner Chastain.

Una punizione ingiusta per lei che ha grandi capacità. Relegata a quel turno, con Jenkins il nuovo partner, può occuparsi di qualsiasi caso avvenga tra le 7 di sera e le 7 del mattino, per poi passare tutta l’indagine ai turni diurni dell’Investigativa. Ma Ballard non ci sta. Lei vuole risolvere I casi fregandosene delle regole.

Il suo motto è: le regole si possono piegare non infrangere. Così inizia indagini private che ogni tanto la mettono nei guai.

In ogni libro scopriremo sempre qualcosa in più.

È una trentaquatrenne di origine polinesiana, una donna di colore, che si scontra , con gli stereotipi e con l’opportunismo da parte dei colleghi e della gerarchia, ma procede implacabile, animata da una passione profonda per la giustizia e per il proprio lavoro.

Possiede un furgone Defender, dove tiene tutta la sua roba dentro delle scatole, mentre sul tetto trasporta le sue tavole da surf.

Quando smonta da lavoro va direttamente in spiaggia a Venice Beach a praticare il suo sport preferito il paddleboarding e a riposare qualche ora dentro una tenda che smonta e monta all’occorrenza. Durante i giorni di riposo si reca a casa della nonna a Ventura.

Ma durante il Covid-19 è costretta ad affittare un appartamento, proprio lei che non ama avere vicini.

Nei primi libri ha una cagnolina, un boxer razza mista di nome Lola, che morirà nel 2020 per un cancro alle ossa. Per questo, anche se ancora in lutto, adotterà un chihuahua meticcio di nome Pinto.

Non ha un partner fisso ma occasionali, per il momento preferisce restare single.

Alcuni amici la chiamano Balls, una contrazione del suo cognome che rimanda il fatto che è una “con le pa..e”. Un nomignolo che si è guadagnata durante i suoi guai alla Rapine-Omicidi.

Ballard incontrerà Bosch nel libro “La notte più lunga”. Lì inizieranno a conoscersi e a collaborare con circospezione e diffidenza, non è semplice fidarsi l’uno dell’altra. Tutti e due hanno dei trascorsi, che hanno lasciato delle cicatrici che non si vedono all’esterno, sono di generazioni diverse ma tutti e due vogliono arrivare alla verità. Ballard è la detective ufficiale, Bosch è la sua spalla il suo mentore che l’aiuta e veglia su di lei. Lavorano bene insieme. Quando Ballard perde il lavoro, iniziano a pensare di aprire un ufficio insieme, ma il capo della polizia di Los Angeles, le offre l’opportunità di rientrare. Non risponde subito, ci deve pensare. Quando decide di accettare chiede di essere trasferita all’Unità Casi Irrisolti e lavorare ai casi freddi. Chiede subito a Bosch di lavorare con lei… senza distintivo, senza un arma e gratuitamente.

Appena si arriva si legge: “Unità Casi Irrisolti- Contano tutti o non conta nessuno”, il motto di Bosch, la sua filosofia.

Michael Connelly, per la detective Renée Ballard si è ispirato a Mitzi Roberts, detective della polizia di Los Angeles, che nel 2012 ha preso parte alle indagini e all’arresto del pericoloso serial Killer Samuel Little.
Non rimane che fare i complimenti a questo grande scrittore e alla nuova protagonista Renée Ballard.

Di Giampa Ale Mila

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