DUE LIBRI A CONFRONTO: La ragazza del treno Paula Hawkins – I modi finiti Marta Fanello

DUE LIBRI A CONFRONTO: La ragazza del treno, di Paula Hawkins – I modi finiti, di Marta Fanello

 

Accostare due romanzi è sempre complicato, specie quando il paragone avviene tra un best-seller di fama internazionale e un autore esordiente. Eppure, esistono dei parametri da cui non si può prescindere: e quando parliamo di noir, e di noir psicologico in particolare, una storia è tanto più riuscita quanto più riesce a sorprendere e spiazzare il lettore!

 

 

 

 

Ne La ragazza del treno, la vicenda è filtrata attraverso gli occhi di Rachel, la protagonista, una ragazza solitaria, dipendente dall’alcol, che ogni giorno fa la pendolare per andare al lavoro, così come ne I modi finiti la vicenda è narrata attraverso gli occhi di Tobia, il bambino che assiste alla scomparsa del fratello Giona, evento di cui si proclama colpevole ma che non riesce a razionalizzare.

Rachel colma il proprio vuoto esistenziale, un vuoto lasciato dall’ex-marito Tom che si è rifatto una vita con Anna, osservando la vita degli altri attraverso il finestrino, e si appassiona alla vita di coppia di Meghan e Scott, per quel poco che riesce a scorgere della loro quotidianità. Quando Meghan scompare, Rachel, la ragazza del treno, si ritrova a combattere con i fantasmi dell’alcolismo e del suo passato, con le sue paure e tutto ciò che non ha mai saputo o voluto affrontare, fino alla sorprendente rivelazione finale.

 

 

Il protagonista de’ I modi finiti, Tobia, di contro colma il vuoto lasciato da un passato distorto e affronta i dubbi che lo attanagliano, ripercorrendo le tappe della sua infanzia fin dal giorno della scomparsa e inventando nuovi modi per leggere il mondo; proverà così a rimescolare le carte ricomponendo i tasselli di un’inquietante quanto inattesa verità. Le due ambientazioni hanno molto in comune, e si spostano da atmosfere domestiche al chiaroscuro di un bosco non lontano dalla civiltà ma in cui tutto può succedere, tra rami spezzati e luce che filtra tra gli alberi, e che si fa specchio dell’inconscio di Rachel e Tobia.

Entrambi i romanzi trascinano il lettore nel mondo visionario e perturbante dei due protagonisti principali, confondendoci e spiazzandoci grazie a un alternarsi di voci e di punti di vista, a una struttura a spirale, simmetrica e asimmetrica insieme, che costringe ad andare avanti e tornare indietro, proprio come la psiche dei personaggi, e che fa della caratterizzazione la chiave di lettura per la risoluzione del caso e il punto di forza di queste due storie ad altissima suspense.

Due romanzi ipnotici, dai finali ben congegnati; due vortici in cui il lettore si troverà a precipitare col fiato sospeso.

 

 

 

 

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