IL MISTERO DI ANNA Simona Lo Iacono

Mi limitavo ad amare te, di Rosella Postorino

IL MISTERO DI ANNA, di Simona Lo Iacono (Neri Pozza – settembre 2022)

“𝘐𝘰 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘦𝘨𝘨𝘰 𝘤𝘰𝘴𝘦 𝘥𝘪 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘴𝘵𝘪, 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘢 𝘮𝘪 𝘮𝘦𝘴𝘤𝘰𝘭𝘰 𝘪𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘮𝘰𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦.”

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Quando Simona Lo Iacono pubblica un nuovo romanzo io, ormai, lo acquisto a scatola chiusa, con la mente pronta a perdersi nel mistero e nelle malíe delle storie in cui le sue parole sono solite condurmi.

𝗜𝗹 𝗺𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗔𝗻𝗻𝗮 è tuttavia il romanzo che non mi aspettavo.

Cannavó Anna pensa che 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘯 𝘦’ 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘢, 𝘮𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘦’ 𝘶𝘯 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘧𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘮𝘰𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦.

Ma questo pensiero non può dirlo ad alta voce, perché 𝘴𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘢 𝘪𝘮𝘱𝘪𝘤𝘤𝘪𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘪 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘪𝘦𝘳𝘪 𝘦’ 𝘳𝘰𝘣𝘢 𝘥𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘥𝘪𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰. 𝘌 𝘯𝘰𝘪 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘦 𝘭𝘰 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘦.

Così Anna si presenta al lettore, in un fremito continuo di commozione per tutte le parole che evocano la poesia.

Nella poesia Anna mette tutto, la bellezza, la pietà, la lentezza, l’empatia ed ogni emozione che la parola sappia attraversare, in un moto continuo di stupore che è continua scoperta del mondo.

Un giorno le si presenta un’occasione imperdibile, trascorrere una settimana in compagnia di una scrittrice vera. Allora lei che non ha mezzi, ma solo un incontenibile desiderio, scrive la lettera che le varrà il primo premio.

Ed ecco che Cannavó Anna diventa una porta che si apre su un’altra realtà, quella di Anna Maria Ortese, cui Simona Lo Iacono dedica queste 150 pagine di tenerezza ed intervalli di pura poesia che hanno la voce, il registro, di Anna Cannavó.

È una storia che corre su due binari, due linee temporali:

c’è il tempo di Anna Cannavó, narrato attraverso le pagine del diario dove annota le parole e tutta la poesia che ruba al mondo;

e c’è un tempo passato, appartenuto ad Anna Maria Ortese, che riscopriamo grazie ad uno scambio epistolare intrattenuto con una donna, destinata a restare anonima, almeno fino alla fine.

Dall’intreccio di queste due linee temporali, tra finzione e realtà, emerge un omaggio straordinario alla donna e scrittrice Anna Maria Ortese, alla sua vita e alle sue opere.

Un’accurata biografia, ben celata dietro la figura e la storia della piccola Cannavó, che è sicuramente la voce e l’identità più bella nel romanzo.

Così ben raccontata che mi sembrava di sentirne la voce, la cantilena sicula. Con quell’italiano un po’ sgrammaticato che lascia il posto all’estasi davanti al mistero della poesia.

𝘏𝘰 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘵𝘰 𝘴𝘤𝘦𝘯𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘴𝘵𝘰𝘮𝘢𝘤𝘰 𝘪𝘭 𝘴𝘰𝘭𝘪𝘵𝘰 𝘤𝘢𝘭𝘰𝘳𝘦.

𝘘𝘶𝘢𝘭𝘦 𝘤𝘢𝘭𝘰𝘳𝘦?

𝘘𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘥𝘢𝘷𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘦𝘴𝘪𝘢.

Più che consigliato.

Recensione di Paola Greco

IL MISTERO DI ANNA Simona Lo Iacono

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