Intervista a Paolo Bonini, titolare della libreria La Zafra

Interviste alle Librerie n. 69

Intervista a Paolo Bonini, titolare della libreria La Zafra di Chiavari (GE)

Parlateci di voi. Chi siete e quando nasce la vostra attività?

La libreria la zafra nasce come cooperativa nel 1971 da un gruppo di studenti e lavoratori per dar vita a un punto di incontro e di confronto in un momento di grande fermento e di notevoli tensioni.
Da subito ho cominciato a fare qualche turno da volontario come praticante commesso, ma ben presto la cosa mi ha appassionato.
Ho buttato in questo tutte le mie energie, diventando dipendente. E subito ho sentito il bisogno di dar vita a centinaia di iniziative, dagli incontri con gli autori ai concerti, spettacoli teatrali e mostre.

Dal 1993 sono diventato titolare e a fine 2001 ho trasferito la sede abbandonando quella storica al primo piano in “caruggio dritto” per trasferirla al piano terra  in via Vittorio Veneto.
Non è cambiato però lo spirito con il quale chi lavora ne la zafra pensa alla libreria e ai libri: fornire grande scelta e competenza, velocità e precisione nel servizio, ma soprattutto non accettare l’appiattimento che sembra regnare oggi nel commercio e nella cultura.
In questo modo la libreria diventa luogo accogliente, con musica e immagini, ma soprattutto con persone capaci di indirizzare ognuno verso un proprio percorso di lettura, fuori dai condizionamenti mediatici.
Sulla porta della libreria c’è un piccolo cartello: L’INGRESSO È LIBERO E LA CURIOSITÀ È BENVENUTA

 

Paolo Bonini

 

 

Che tipo di lettori frequenta la vostra libreria?

Oltre allo zoccolo duro dei lettori affezionati ogni giorno affrontiamo la molteplicità delle tipologie della nostra società; dai residenti di tutte le età agli immigrati, dal semplice passante al turista.
Fenomeni consistenti sono:
-i giovanissimi alla ricerca dei manga
-le ragazzine purtroppo bombardate da una produzione di scarsissima qualità.
-i cercatori (e più spesso cercatrici) dei libri da € 3,90
-i cercatori di titoli pompati dai social media o dalla televisione (molto spesso titoli autopubblicati e di dubbio valore letterario e critico).

 

Lettori si nasce o si diventa?

Ho avuto due figli e credo di averli educati nella stessa maniera. A entrambi ho letto da piccoli Kipling “Il libro della giungla” e Lewis “Le cronache di Narnia”.
Uno ha sempre praticato la lettura, sviluppando propri gusti e passioni, l’altra si è vantata di essere arrivata alla laurea leggendo solo i libri di scuola e università:
Poi ha fatto una tesi di laurea in economia sul mercato librario e l’attacco alla libreria indipendente. E da lì ha cominciato a leggere qualcosa in più.

 

 

 

Essere librai nel 2024: che cosa è cambiato nel mestiere del libraio e nel ruolo del lettore, negli ultimi anni?

In questi 50 anni di esperienza ho assistito a grandi cambiamenti sociali e di conseguenza ai mutamenti del mestiere di libraio e del commercio in generale.
Il cambiamento più appariscente è la trasformazione della libreria da luogo di informazione e di proposta a luogo di consumo.
L’introduzione del computer e dei cellulari ha cambiato il modo di lavorare ma lo ha anche condizionato, con la velocizzazione dei messaggi e di conseguenza delle pretese.
Si perde il rapporto con il libraio come persona e con la libreria come luogo, generando una processione frenetica che spesso porta all’acquisto su Amazon o su altre piattaforme.
Anche le case editrici e la distribuzione sono state condizionate da questi cambiamenti e molto spesso hanno reagito con una politica di tagli sconsiderata.
Pur comprendendo la necessità dei tagli (che ci ha coinvolti a tutti i livelli, dalle amministrazioni pubbliche ai grossi gruppi, coinvolgendo librai, distributori ed editori), è auspicabile che non voglia dire una rinuncia alla qualità.

Molto spesso invece c’è stato un abbassamento di livello, col pretesto di andare dietro alle tendenze del mercato.
Grave poi è stato il taglio delle figure dei promotori, costretti a un opprimente lavoro al computer e disincentivati al contatto puntuale con i punti vendita.
E, insieme a molti altri aspetti, grave è stato l’aver di fatto allontanato il settore dei libri scolastici dalla libreria indipendente, con un taglio insopportabile degli sconti.
E potremmo citare la vendita dei libri nelle edicole, nei supermercati, negli autogrill, ecc.

 

Lettura e reti sociali: che cosa ne pensate di questo binomio? Si può essere “social” continuando a essere lettori? Quanto e come siete presenti sulle reti sociali e che impatto hanno queste sulla vostra attività?

Sarebbe illusorio e antistorico non affrontare le reti sociali.
Innanzitutto sarebbe importante che editori, operatori culturali e librai fossero soggetti intelligenti nella sostanza e nella forma. Purtroppo assistiamo invece  a un dilagare di contenuti scadenti. Personalmente usiamo di facebook e delle reti social cercando di impedire che siano loro a condizionare noi e i lettori.

 

 

Nel nostro gruppo ci sono titoli che ormai hanno raggiunto lo stato di “libri di culto” o veri e propri tormentoni, come  I leoni di Sicilia e La portalettere,  per citarne alcuni, non sempre a causa della loro qualità artistica ma grazie, soprattutto, a un passaparola costante sulle reti sociali: quali sono i titoli il cui successo vi ha maggiormente stupito e che idea vi siete fatti del motivo di questo successo?

Sono fenomeni sempre esistiti, ma forse l’accelerazione più grossa si è avuta dal “Codice da vinci“, impressionante per la scarsa qualità e per la costruzione del successo attraverso il cosiddetto marketing e il condizionamento mediatico.
Altri casi significativi più recenti sono stati “L’ amica geniale” della “Ferrante”

e i “Leoni di Sicilia” della Auci, a mio giudizio di basso livello

Quel che impressiona è il tentativo di sfruttare questi successi da parte di tutti i gruppi editoriali: dopo “Il profumo delle foglie di limone” sono usciti profumi di tutti i generi…
Ovviamente in primo luogo io, come credo tutti, guardo alla validità letteraria e umana di un libro, ma lo stesso fenomeno ha investito la veste grafica dei libri.
Le copertine nella maggio parte sono di basso livello. Ancora più curioso il fenomeno della scopiazzatura: alcuni anni fa ebbe successo un romanzo con una figura femminile di profilo e in pochi mesi uscirono in numerose case editrici romanzi con in copertina figure femminili di profilo…

 

 

 

Qual è il titolo che, secondo voi, diventerà il prossimo “tormentone”?

Non so dirlo, ma sono convinto che non ci sia limite al peggio.

 

In molti, sul nostro gruppo FB, si lamentano del fatto che è diventato molto difficile invogliare alle lettura i giovanissimi: in base alla vostra esperienza è vero che i ragazzi leggono sempre di meno? Esiste una strategia che scrittori, librerie, case editrici o chiunque abbia a che fare con giovani lettori potrebbe utilizzare per interessarli di più?

Portarli in libreria e raccontargli cose belle. Pennac insegna.

 

Come vi ponete nei confronti della lettura digitale? La considerate una risorsa o una minaccia per la vostra attività e per il futuro dell’editoria?

E’ una comodità. Ma i grossi gruppi hanno voluto non farlo passare attraverso le librerie. Vendere gli e-readers e (ad esempio) consigliare quali edizioni scegliere potrebbe essere fatto anche da librai indipendenti

Consigliate tre libri (editati negli ultimi anni), secondo voi imperdibili, ai nostri lettori, motivandone la scelta.

Faccio molta fatica a selezionare 3 libri. Mi verrebbe più facile selezionarne 10 o 20.
Ammiro molto chi ha una passione per un genere o un autore, ma invito tutti a spaziare in generi, tradizioni e periodi storici diversi.
Ritengo irrinunciabile leggere classici di tutti i paesi, consiglio molti italiuani (da Manzoni a Buzzati e Guareschi, sino a Baricco  e alla Tamaro), una citazione per Chesterton, non posso tralasciare la saggistica (Borgna, Bauman, Recalcati; Benasayag, ecc), ovviamente la poesia (da Leopardi a Montale, da Rilke a Peguy, da Sbarbaro a Alessandro Fo)

Dalla tradizione russa (da Dostoevskij, Tolstoj, Cechov fino alla Ulitskaya) e da quella degli altri “paesi dell’Est” (da Dobraczynski a Havel, da Marai a Kertesz, dalla Szabo alla Kristof)
seleziono


Vasilij Grossman “VITA E DESTINO” Jaca Book prima e Adelphi poi.
E’ un romanzo/saggio che già nella prima edizione mi ha segnato la vita.

Fra quelli che ormai vengono definiti scrittori nordici faccio fatica a scegliere (Paasilinna,
Bjorn Larsson, Dagerman, Lagerkvist, Brokken, Kader)
Scelgo

Jón Kalman Stefánsson “LA TUA ASSENZA È TENEBRA” Iperborea
per lo spessore letterario e la profondità umana.

Saltando a un altro continente

Kent Haruf “BENEDIZIONE” NN ed.
una vera sorpresa sfuggita ai “grandi e pubblicato da una piccola casa editrice di valore.

Un ultima nota. Non trascurerei scrittori intramontabili come Proust e quelli  dimenticati come Eugenio Corti, Elena Bono, Franco Mazzi, Diego Fabbri, ecc. ecc.

 

 

Abbiamo intervisto Francesco Palombo, titolare della libreria Riva di carta

Abbiamo intervisto Francesco Palombo, titolare della libreria Riva di carta

 

 

DUE LIBRI A CONFRONTO – I LEONI DI SICILIA, di Stefania Auci – IL RUMORE DEL MONDO, di Benedetta Cibrario

DUE LIBRI A CONFRONTO – I LEONI DI SICILIA Stefania Auci – IL RUMORE DEL MONDO Benedetta Cibrario

 

L’isola dei tesori, dove gli animali sono preziosi

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.