LE INTERVISTE DEL PASSAPAROLA DEI LIBRI – Libreria Le Pagine sul Lago

libreria Le pagine sul lago Passignano

IL PASSAPAROLA DEI LIBRI HA INTERVISTATO Serena Biscardi della libreria Le Pagine sul Lago Passignano sul Trasimeno (PG)

 

Parlateci di voi. Chi siete e quando nasce la vostra attività?

Mi chiamo Serena ed insieme a mio marito Andrea abbiamo una libreria da quasi quattro anni a Passignano sul Trasimeno, a pochi passi dal lago. Qualche anno fa abbiamo deciso di voler aprire un’attività tutta nostra, e la scelta è caduta subito sui libri. Siamo entrambi appassionati di lettura, ognuno con i suoi generi preferiti, ed effettivamente avvertivamo l’assenza di una libreria nella nostra zona. Per entrambe i motivi abbiamo quindi deciso di buttarci in questa impresa nel Settembre 2016. Non è stato facile, molti ci sconsigliavano di farlo data la percentuale sempre più esigua di lettori a livello nazionale, i costi sono stati più del previsto e non ci siamo fatti subito conoscere da tutto il paese, ma ora le cose vanno meglio e ne siamo contenti.

 

 

Che tipo di lettori frequenta la vostra libreria?

Le pagine sul lago libreriaIn realtà abbiamo una clientela veramente molto variegata: dall’anziano che non ha niente da fare e divora almeno 2 libri a settimana alla donna in carriera che entra e in pochi secondi vuole un consiglio su cosa leggere perché non ha tempo e deve tornare a casa o al lavoro, dal nonno che vuole regalare il mondo ai nipoti alla coppia sposata che non ha la televisione e la loro casa è inondata dai libri. Ovviamente tantissimi genitori con bambini, i quali per fortuna sono sempre attratti dai libri indipendentemente da quante ore passano davanti ad un tablet. E, cosa curiosa per la media nazionale, abbiamo anche tanti ragazzi dai 12 ai 18 anni, che tra l’altro comprano a volte anche titoli piuttosto impegnativi!

 

 

Lettori si nasce o si diventa?

 Non saprei rispondere, ci sono persone che non sono proprio fatte per i libri. E’ normale, non siamo tutti uguali! Le conosciamo e sono persone che proprio non ce la fanno, è più forte di loro, non hanno il benché minimo interesse per qualunque tipo di libro.

Secondo me è vero entrambe: c’è chi ci nasce c’è invece chi ci diventa. Si dice che dipenda tutto dall’educazione in famiglia ma anche quello non è sempre vero, a volte è semplicemente una differenza di carattere, di personalità. Non è detto che un figlio cresca lettore solo perché i genitori lo sono, così come non è detto che non succeda il contrario.

 

 

Essere librai nel 2019: che cosa è cambiato nel mestiere del libraio e nel ruolo del lettore, negli ultimi anni?

Libreria le pagine sul lago  Con la nascita delle grandi catene di librerie in franchising il libraio è passata dall’essere un amico, un consigliere, una figura di riferimento ad un semplice venditore. A tal proposito vorrei infatti citare una frase sentita durante la presentazione di un libro: ” siamo librai non venditori di libri”, effettivamente c’è differenza. Il libraio ascolta, consiglia, utilizza parte del suo tempo per fare anche due chiacchiere con il cliente (anzi, lettore non cliente!), e addirittura può anche sconsigliare una lettura se tale libro si è rivelato veramente fatto male! Ovviamente non demonizziamo eccessivamente queste attività in franchising, sono pur sempre luoghi di cultura. Ma la realtà è anche questa. Il mestiere del libraio si è dovuto anche adattare all’evoluzione della società e del mondo dell’editoria: è aumentata in maniera esponenziale l’offerta ma è calata la domanda, visto l’immenso numero di volumi nuovi o rieditati ogni singolo giorno in concomitanza con l’aumento dell’intrattenimento digitale: bisogna ammettere che in ciò vi è uno sbilanciamento. Il libraio dunque è costretto ad essere aggiornato continuamente sulle centinaia di nuove uscite mensili, anche di piccoli editori e self publishing: cosa impossibile, il libraio è una persona non una macchina!

 

Lettura e reti sociali: che cosa ne pensate di questo binomio? Si può essere “social” continuando a essere lettori? Quanto e come siete presenti sulle reti sociali e che impatto hanno queste sulla vostra attività?

 La società come già detto è cambiata, impossibile scindere ormai il negozio dall’attività sui social. Non sono molto amante del digitale ma lo ritengo comunque uno strumento utilissimo, ormai il passaparola maggiore si fa tramite social ed è essenziale per farsi conoscere sempre di più e per far conoscere un prodotto che merita attenzione. E’ capitato tra l’altro da poco: un libro giapponese passato in sordina, non in classifica e men che meno conosciuto nel nostro piccolo paese, ha avuto un’ottima vendita  proprio per un post pubblicato da noi sulla nostra pagina facebook e grazie al passaparola del gruppo di lettura. E ne sono contenta perché è un libro bellissimo!

Al momento siamo abbastanza presenti nelle reti social: abbiamo il sito, la pagina facebook e la pagina instagram, non siamo proprio attivissimi giornalmente, giusto quanto basta. Sicuramente l’impatto maggiore è ancora il passaparola “dal vivo”, la componente umana deve essere quella fondamentale per fidelizzare il lettore e soprattutto farlo sentire coccolato, cosa che via digitale non si può.

 

 

Nel nostro gruppo ci sono titoli che ormai hanno raggiunto lo stato di “libri di culto” o veri e propri tormentoni, come la Saga dei Cazalet o I leoni di Sicilia, non sempre a causa della loro qualità artistica ma grazie, soprattutto, a un passaparola costante sulle reti sociali: quali sono i titoli il cui successo vi ha maggiormente stupito e che idea vi siete fatti del motivo di questo successo?

Libreria le pagine sul lagoSicuramente non ci aspettavamo il successo de “I leoni di Sicilia“, come avete nominato voi. Non perché non fosse un bel libro, anzi sicuramente uno dei più belli letti negli ultimi anni, ma semplicemente perché è difficile che un esordio in mezzo al mare di novità e grandi nomi riesca a fare un balzo così incredibile tanto da non solo rimanere in classifica per settimane ma anche di piacere all’unanimità di chiunque l’abbia letto.

Poi ci ha lasciato sorpresi anche “Storie della buonanotte per bambine ribelli“, nato da un crowdfunding e che ha avuto un passaparola incredibile, tanto che a tutt’oggi continuiamo a venderlo, anche se in numero minore.

Ci tengo poi a nominare più che un libro, una scrittrice di Assisi la cui opera prima ha avuto talmente tanto successo, anche sulle vendite online, da essere passata ad una grande casa editrice come la Newton Compton per i suoi successivi romanzi: Viviana Picchiarelli con il suo “Il rubino intenso dei segreti”, libro splendido e che consiglio. Anche grazie ai nostri consigli e al passaparola, l’abbiamo venduto nel corso degli ultimi due anni quasi quanto Harry Potter (anche se, diciamolo, quello continua ad essere ancora imbattibile!).

 

 

 Qual è il titolo che, secondo voi, diventerà il prossimo “tormentone”?

Purtroppo in un momento come questo che stiamo vivendo non riesco a fare una previsione, anche perché le novità editoriali sono state posticipate. Generalmente però ho notato che alcuni titoli per bambini e ragazzi diventano veri e propri tormentoni quindi non escludo che il prossimo possa nuovamente trovarsi in questa categoria.

 

In molti, sul nostro gruppo, si lamentano del fatto che è diventato molto difficile invogliare alle lettura i giovanissimi: in base alla vostra esperienza è vero che i ragazzi leggono sempre di meno? Esiste una strategia che scrittori, librerie, case editrici o chiunque abbia a che fare con giovani lettori potrebbe utilizzare per interessarli di più?

 Purtroppo è innegabile che il mondo di oggi offra talmente tanto intrattenimento visivo da surclassare la lettura. Da noi come ho già detto la clientela è molto variegata ed abbiamo anche ragazzi che leggono molto, anche se come numero non sono tantissimi.

I bambini leggono, quello sì: l’editoria per bambini si è evoluta ed è migliorata molto di qualità, i genitori sono più attenti a cosa fargli leggere e alle novità anche di case editrici meno conosciute, tuttavia non dimentichiamoci anche che i bambini da soli non possono accedere materialmente ed economicamente all’intrattenimento digitale  per cui la responsabilità primaria rimane comunque della famiglia. Se fin da piccoli li si abitua ad utilizzare le applicazioni sopra un tablet non ci si può aspettare che dall’oggi al domani l’abbandonino per leggere i libri.

Il problema della scarsità di domanda riguarda più che altro i giovani adolescenti. Bisognerebbe cercare di far capire che a livello sociale non deve essere considerato da “sfigati” o “secchioni” l’interessarsi ai libri, cosa che invece succede ogni giorno. Inoltre ho notato che a livello scolastico spesso hanno il compito di leggere dei libri che francamente noi non li troviamo molto adatti alla loro età, o perché troppo infantili o al contrario troppo da adulti: se già un adolescente non legge di base, con tali titoli ovvio che comincerà ad odiare la lettura! Troppi titoli seriosi, troppi titoli anche “vecchi” (non capisco perché non si aggiornino le scuole sui nuovi titoli a disposizione), per carità magari bellissimi e intramontabili ma che mal si sposano con ragazzi che non hanno interesse per la lettura, non viene stimolata la loro curiosità! Allora questo mi sento di consigliare: le case editrici, i distributori, gli autori comincino a relazionarsi con gli insegnanti, specialmente delle medie e superiori, facciano loro vedere che universo immenso esiste nell’editoria. E soprattutto, comincino a far ridere i ragazzi! I giovani hanno bisogno, oltre che di cultura, anche di risate, di divertimento sano, di incuriosirsi! Bisogna fargli capire che anche un libro ti può far scattare la risata, ti può insegnare qualcosa ma con il sorriso. Miscelare dunque da ora in poi seriosità, cultura e memoria storica con ironia, saggezza, incredulità, modernità riuscendo dunque a proporgli titoli intramontabili insieme a contemporanei più leggeri (badate bene, leggero non significa ovviamente stupido!).

 

 

 Come vi ponete nei confronti della lettura digitale? La considerate  una risorsa o una minaccia per la vostra attività e per il futuro dell’editoria?

 Una vera e propria minaccia non credo, anche perché per quanto siano aumentate le vendite di Ebook non hanno al momento soppiantato il cartaceo. Il futuro non può essere completamente digitale quindi non sono molto preoccupata, semmai mi impensierisce il fatto che, a causa dei costi minori, tanti titoli vengano fatti uscire solo su ebook, oppure che una volta finite le scorte cartacee non vengano più rieditati nonostante la domanda. Come dice sempre mio marito “gli ebook sono per i grandi lettori viaggiatori”, ovvero sono adatti (e su questo non ho dubbi) a chi viaggia molto ed è un gran lettore: mentre una volta sarebbe stato impossibile portarsi dietro più di due libri, adesso digitalmente puoi portartene quanti ne vuoi. Ma la meraviglia della sensazione della carta tra le mani, dell’odore delle pagine, della bellezza della copertina o anche solo il fatto di avere un oggetto bello come può esserlo un libro tutto tuo, quello non ha eguali.

 

Consigliate tre libri, secondo voi imperdibili, ai nostri lettori, motivandone la scelta.

 Difficile sceglierne solo tre, però ci proviamo. Tutti e tre i titoli, per ragioni diverse, hanno in comune il pregio di far riflettere e non solo intrattenere.

IL RACCONTO DELL’ANCELLA di Margaret Atwood, racconto forte a tratti veramente crudo, però l’abbiamo trovato coinvolgente, diretto, fluido, un “mondo alternativo” ma circoscritto. Ed è proprio questa differenza con altri titoli di “mondi alternativi” che mi ha colpito: il luogo dove vive l’Ancella è un potenziale focolaio, è realistico, è un paese circoscritto ma che si vuole insinuare in tutto il mondo. I ruoli della donna così netti e che privano della personalità, gli uomini che comandano ma che in fondo in fondo sono diventati carcerieri e carcerati di loro stessi, non possono oltrepassare il ruolo che si sono costruiti, ruolo che però li incatena. Una storia in cui in realtà non ci sono vincitori, o almeno così l’abbiamo interpretata noi.

I LEONI DI SICILIA di Stefania Auci. L’abbiamo già nominato lo so, ma non potevo non consigliarlo anche perché, come già detto in una precedente risposta, è sicuramente uno dei più bei libri che io abbia letto negli ultimi 3 anni. Scrittura perfetta, descrittivo quanto basta, atmosfere coinvolgenti e personaggi nei quali puoi veramente rispecchiarti, nei loro pregi e nei loro difetti. Un periodo della storia d’Italia sicuramente interessante fa da sfondo alla trama e ad ogni pagina puoi veramente respirare l’odore del mare, del pesce pescato nei porti, delle spezie nel negozio….bellissimo!

SE I GATTI SCOMPARISSERO DAL MONDO di Genki Kawamura. Titolo particolare, ammetto di esserne stata inizialmente attratta dal titolo e dalla copertina più che dalla trama. Se si dovesse solo leggere la breve descrizione sul retro del libro potrebbe sembrare una storia piuttosto banale e molto ironica, quasi infantile. E questa sensazione ti rimane per la prima parte del libro, bisogna ammetterlo. Però pagina dopo pagina ti fa esplodere letteralmente nella testa uno tsunami di domande, di riflessioni, di interrogativi sulla tua esistenza, sulla vita che vivi o che vorresti o che avresti voluto, su ciò che è veramente importante e su ciò che reputavi inutile e scontato. Alla fine è una storia molto semplice, l’ironia è giapponese dunque un po’ diversa dalla nostra, come ho detto sembra quasi infantile come un libro per bambini piccoli. Ma non soffermatevi troppo sulle prime pagine, andate avanti e ne sarete felici. Io un paio di volte mentre lo leggevo ho anche pianto!

 

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