SOLARIS Stanislaw Lem

SOLARIS, di Stanislaw Lem (Sellerio) 

 

 

Libro davvero affascinante. Si tratta di un romanzo di fantascienza molto particolare, anche per me che non sono un divoratore seriale del genere, pur non disdegnandolo. Fantascienza filosofica, l’hanno definita, anche se in effetti a me pare che tutta la fantascienza abbia un prepotente sostrato filosofico.

Dicevo: è un libro affascinate. Affronta tematiche alte e importanti e lo fa partendo da un pianeta, Solaris, dotato di caratteristiche molto particolari. Indecifrabile, agli occhi umani. Tanto che l’uomo lo vede come una sfida. Ci costruisce sopra una letteratura, poi una dottrina, quindi una fede.

 

 

Come spesso faceva Borges, Lem crea un’intera bibliografia a sostegno delle teorie di volta in volta presentate da scienziati, psicologi, antropologi, teologi. Inventa ipotesi, passa dalla semplice materia a Dio, in un percorso che immagina sviluppatosi nell’arco di decenni e riassume nelle trecento pagine di questo libro.

Sullo sfondo, una storia d’amore impossibile. Domande senza risposta. Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Esiste Dio?

Pagine complicate da leggere. Infodump a catinelle, ma inevitabile data l’impostazione del romanzo.

 

 

Scenari spettacolari, stupefacenti usciti dalla straordinaria fantasia di Lem e dalla sua altrettanto straordinaria capacità narrativa.

Non un romanzo semplice. Non certo complicato, in quanto le varie teorie vengono tutte spiegate in modo comprensibile anche a chi, come me, è digiuno di elementi di fisica. Però, il romanzo, proprio a causa di tutte queste spiegazioni, a tratti è molto lento, didattico.

Ma vale la pena leggerlo anche solo per arrivare al bellissimo finale.

Recensione di Attilio Facchini
SOLARIS Stanislaw Lem

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