FIESTA Ernest Hemingway

Continuando nella mia ricerca di riferimenti letterari per il nostro turbolento presente, mi è tornato in mente questo famoso titolo, la cui lettura da parte mia risale davvero a molti anni fa.

Negli anni immediatamente successivi alla Prima Guerra Mondiale, un gruppo di espatriati americani e britannici viaggiano da Parigi, dove si sono conosciuti e risiedono senza occupazione o progetti, fino a Pamplona, la città dell’Encierro ovvero la corsa dei tori lasciati liberi nelle strade cittadine in occasione della festa del Patrono.

Durante il soggiorno spagnolo matura la storia d’amore tra Jake, reso impotente da una grave ferita di guerra e Lady Brett, promessa sposa di un reduce di guerra aggressivo e dedito all’alcol; disinibita e spregiudicata, Brettha già conquistato un amico comune, Robert, e finirà per sedurre un giovane torero, mentre i legami di amicizia si dissolvono irrimediabilmente.

In questo romanzo, Hemingway fa molto di più che raccontare una storia d’amore o analizzare le dinamiche dei rapporti di un gruppo di amici: lo scrittore americano, con lucidità e precisione, descrive una serie di vite perdute, sprecate in esistenze vuote, allietate da piaceri effimeri che avrebbero lo scopo di provare a cancellare dalle loro mentigli orrori di una guerra che anche se finita, continua ad allungare la sua ombra maledetta su quelle vite ferite, che a lei hanno sacrificato la giovinezza.

Con la prosa scarna che lo ha reso celebre, Hemingway racconta la sfida alla vita di questi personaggi tristi, che non riesconopiù ad esprimere i sentimenti che, pure, sono ancora in grado di provare come dimostra la tragica figura di Jake, impotente ma disperatamente innamorato di una donna che, invece, riesce solo a distruggere coloro ai quali si lega: privati di sogni, prospettive, perfino di un ruolo nella Storia che pure hanno contribuito a scrivere, i reduci di Hemingway, hanno affrontato il destino come il torero affronta il toro ma anche se sono sopravvissuti, non possono essere definiti vincitori.

Una lettura che , quando ero adolescente, continuava ad essere consigliata e che oggi, forse, può tornare utile per analizzare come la distruzione della guerra non riguardi solo i beni materiali ma, soprattutto, le coscienze e le esistenze.

Recensione di Valentina Leoni
FIESTA Ernest Hemingway

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