Premio Strega 1988: LE MENZOGNE DELLA NOTTE, di Gesualdo Bufalino
In un’isola dell’Italia meridionale, un penitenziario arroccato sulla parte più alta, si affaccia a strapiombo sul mare. E’ il deserto impervio, di sconfinati giorni a malapena osservati dalla stretta finestra che si presenta al cielo e alla immensità del mare. Mare che lascia ben poche speranze a naviganti e nuotatori, desideri di evasioni che malauguratamente si infrangono sugli stessi scogli.

Qui, nei locali sotterranei, umida dimora di prigionieri, briganti e rivoltosi, soldati nobili e poeti, si trascorre l’ultima notte tra i pensieri illuminati dalla fiamma di una torcia, prima di affidare la propria testa al boia; liberando quest’ultima per sempre da pensieri cupi e annegandola in quelli felici di verità menzognere che solo l’essere umano sa raccontare.
Nel buio di una notte che attende l’alba, un formica su di un tavolo scuro non è vista da nessuno, tranne che da un Dio che sembra essersi dimenticato di queste anime ribelli, insorti alla corona e al suo stesso Creatore.
Ma la sorte vuole in mezzo a loro un padre brigante e confessore che li distrae a consolarsi prima che il gallo canti la loro ultima ora, ricordando momenti felici di una vita sanguinaria e ribelle. Tra menzogne e false verità ognuno si dipinge in un quadro visionario che ricrea il caos di una vita in continuo conflitto con la morte.
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Un componimento che già dal titolo, e nelle note di copertina, ci avvisa delle numerose invenzioni e anacronismi, che date luoghi e figure, giocano sullo sfondo di uno stravolto contesto Risorgimentale.
Grande il fascino e la prosa poetica di Bufalino, che sa ricreare sfumature barocche, dal ritmo curatissimo e dalle infinite citazioni letterarie incastonate a impreziosire la lettura con la sua curatissima cifra stilistica. Qui l’autore con la sua abilità linguistica restituisce modi sintattici, forza e bellezza, in ogni struttura profonda, intorno ai suoi personaggi, costruendo situazioni incisive e metaforiche similitudini.
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Paradisi dipinti da una scrittura terapeutica che dialoga esclusivamente con il lettore, il quale diventa immediatamente protagonista di una lunga notte insonne che vede arrivare la sua ultima condanna, simile a quella che questi uomini vanno a subire.
Ma alla fine della notte c’è sempre un alba che libera nuovi pensieri, limpidi come il nuovo giorno; pensieri divulgatori di una verità che condannano gli uomini ad una domanda eterna.
…Chi siamo e cosa siamo, e quale è il progetto voluto dal Padreterno, sia esso tiranno rivoluzionario o Creatore di tutti gli esseri viventi.
La risposta la si trova ognuno nell’essenza delle proprie azioni, ma soprattutto nei pensieri di chi deve giudicare e condannare.
Buona lettura.
Recensione di Giuseppe Carucci
LE MENZOGNE DELLA NOTTE Gesualdo Bufalino


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