La letteratura gialla vista dalla parte di chi indaga – il Commissario Teresa Battaglia (Ilaria Tuti)

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Il commissario Teresa Battaglia

 

Un commissario come Teresa Battaglia non si era mai visto sul panorama letterario italiano.

Primo perché è donna, e già questo la dice lunga sulle battaglie che ha dovuto combattere coi pregiudizi della maggior parte dei colleghi maschi nel corso degli anni. E poi perché non è più giovane, quasi vicina alla pensione, ha dei capelli rossi che poco si addicono alla sua età, poca cura del proprio aspetto, brusca nei modi, diretta da fare male.

Eppure di Teresa non puoi che innamorarti per le sue grandi doti da profiling, per la sua rabbia e la sua tenerezza, per il suo carattere a tratti indomito e compassionevole.

Si occupa dei “cold case”, i casi freddi, quelli che hanno radici lontane nel tempo, ormai sbiadite, che apparentemente sembrano casi irrisolvibili. Teresa sa che il suo tempo come commissario sta per finire perché oltre al diabete e ai blackout da calo da zuccheri, ha un altro demone che le sta portando via la sua carriera: l’Alzheimer. Eppure proprio queste sue fragilità diventano il suo punto di forza, perché Teresa trova strategie per rubare tempo alla malattia, affina i sensi, si fa cauta e acuta. Fa di tutto per nascondere ai colleghi queste sue fragilità. Le nasconde dietro la corazza che ha costruito per impedire agli altri di vedere le sue ferite dell’anima marcate per sempre sulla cicatrice che le attraversa la pancia sotto l’ombelico. Lei i criminali li conosce bene, è stata a sua volta una vittima e questo la rende più sensibile a tracciarne i contorni; ne legge le tracce lasciate dal tempo, ne stampa il profilo nella sua mente, sa dargli un nome. Teresa sa che i mostri e i fantasmi non esistono, che bisogna dare loro un nome per renderli reali e afferrabili.

 

 

In lei batte ancora un cuore bambino, e quel vuoto nella sua pancia si fa più sopportabile quando ascolta i bambini e trasforma i loro mostri in realtà. Lo fa in “Fiori sopra l’Inferno“, lo rifarà in “Luce nella notte“. Ma è sempre scorgendo e seguendo il cuore bambino che batte nell’ispettore Marini che li legherà nel tempo in modo indissolubile, non appena avranno scalato e abbattuto le rispettive barricate che hanno eretto contro il mondo.

Ma Teresa è un commissario straordinario anche perché ha la capacità di vedere e sentire fin nell’anima le sue vittime e questo anche quando la vittima è una bellissima donna dipinta su un quadro molto particolare: è stata dipinta con sangue umano, come in “Ninfa Dormiente“.

E no, Teresa Battaglia non è affatto un supereroe, anzi ne è l’esatto contrario: fragile, impaurita e spaventata.

Man mano che si renderà conto che il demone che le ruba la memoria avanza, capisce che non riuscirà più a nascondere alla sua squadra le sue difficoltà. Il demone, che non potrà fermare come fa con i criminali, le ruba la memoria, ma non gli altri sensi: odori, sapori, emozioni e appunti scritti su un quaderno sono i suoi artigli contro il bordo del precipizio. Perdere quel prezioso quaderno sembrava averla fatta crollare emotivamente in “Ninfa Dormiente“, ma è solo allora forse che Teresa capisce che può affidare le sue doti e la sua memoria alla sua squadra, squadra che è la “famiglia non di sangue” di cui ha bisogno, capace di farle da scudo e di proteggerla contro il mondo e da sé stessa. Sarà solo grazie ai suoi fidati Giacomo Mainardi e Massimo Marini che troverà sempre la forza per seguire le tracce di un nuovo caso.

 

 

Abbiamo imparato a conoscere Teresa, la sua abnegazione al lavoro e la sua capacità di entrare in rapporto empatico con i carnefici in “Fiori sopra l’Inferno“. Abbiamo cominciato a calarci con lei nel suo personale inferno con “Ninfa Dormiente”. Poi abbiamo cominciato a vedere il male dormiente e la sua voglia di redenzione con “Luce nella notte“. Ma è solo con “Figlia della cenere” che conosciamo veramente e per la prima volta il commissario Teresa Battaglia.

Teresa dovrà calarsi di nuovo nel suo inferno vuoto, sentirà ancora bruciare come lava di vulcano le sue ferite e si snoderanno i nodi cruciali di una atipica amicizia, quella con Andreas, già incontrato in “Fiori sopra l’Inferno“. Anche a lui da bambino è stato negato il diritto e l’amore di essere figlio e Teresa crede di poter redimere la sua anima e ricucire in parte con lui lo strappo nelle sue viscere. Perché se un carnefice è vittima a sua volta dell’Inferno, bisogna ricacciarcelo o piuttosto credere che sia un fiore cresciuto sopra l’Inferno stesso?

 

 

 

Il commissario Teresa Battaglia incarna le donne: quelle non più giovani, non più belle, quelle che si portano addosso ferite incurabili, quelle malate e quelle consapevoli che la malattia, l’Alzheimer, le cambierà e la renderà inutili, ma anche perché ogni volta Teresa trova un cuore o una storia che ne rimandano l’arresa. Perché il cuore non si ammala mai di Alzheimer.

Il mondo ha ancora bisogno di Teresa Battaglia.

 

Di Evelina Loffredi

 

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Figlia della cenere Ilaria Tuti

FIGLIA DELLA CENERE Ilaria Tuti

 

Luce della notte Ilaria Tuti

LUCE DELLA NOTTE Ilaria Tuti

 

Ninfa dormiente Ilaria Tuti 

NINFA DORMIENTE Ilaria Tuti

 

Fiori sopra l’inferno Ilaria Tuti

FIORI SOPRA L’INFERNO Ilaria Tuti

 

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