LA CASA DEL CEDRO Monica Pais 

LA CASA DEL CEDRO, di Monica Pais

Monica Pais è sicuramente la veterinaria più conosciuta sui social. Insieme al marito Paolo gestisce la ormai famosa “Clinica Duemari” ad Oristano, dove trovano affetto e cure non solo gli animali portati là a pagamento dai loro padroni, ma tantissimi animali di nessuno, maltrattati, torturati, abbandonati o vittime di incidenti.

Il più noto di questi “rottami”, chiamati così affettuosamente, è il cane Palla, quello che ha portato l’operato della clinica alla notorietà.
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Nei suoi precedenti libri Monica raccontava sia gli incontri più salienti con gli animali ai quali dispensava, fin da piccola, le sue cure con il desiderio di diventare una veterinaria e far sì che essi si avvalessero poi, oltre che del suo amore, anche delle sue competenze e la storia di un cane particolare che ritornava alla vita dopo aver subito incredibili torture da parte dell’uomo malvagio.

“La casa del cedro” (Longanesi 2020) è invece un libro un po’ diverso, una chiara autobiografia che, attraverso la sensibilità, la solitudine e il dolore vissuti dalla protagonista, bambina di sette anni, ma anche attraverso la leggerezza e la curiosità dell’infanzia, riesce a toccare in profondità il cuore di tutti noi lettori, riportandoci indietro a quel sentire ingenuo e fragile con cui guardavamo alla vita e ai suoi accadimenti.

Monica ritornando alla “Casa del Cedro” ad Orosei, per controllare lo stato di alcuni vecchi immobili entrati nell’asse ereditario della famiglia dopo la scomparsa della zia, deve fare i conti con quei posti che sono imbevuti dei tanti ricordi dolci e amari che segnarono indelebilmente la sua infanzia.

Ogni anno infatti, Monica veniva lasciata là dalle zie, sorelle della madre, per tutta l’estate, non capacitandosi dell’abbandono che i suoi genitori programmavano ogni anno e, sentendosi sola, cercava di gestire l’amarezza di quel gesto incomprensibile per una bambina così piccola attuando spesso vere e piccole ribellioni o fughe programmate allo scopo di sentirsi un tutt’uno con la natura circostante.

Quello che non sapeva era che i genitori dedicavano questo periodo di “vacanza” a girare tutta l’Italia in cerca di una cura per Isa, la sorella di Monica, gravemente malata e che purtroppo sarebbe morta in breve tempo ed era solo per questo motivo che la bambina era data in custodia alle zie durante l’estate.

La casa di Orosei, la “casa del cedro”, chiamata così per un grande cedro del Libano che si erigeva alto e sontuoso al centro del cortile e la casa vicino al mare, vicinissima a Cala Liberotto ed immersa in una folta pineta, dove Monica si trasferiva insieme ai bambini del vicinato e delle varie donne che gestivano l’azienda familiare, erano un paradiso terrestre indimenticabile, ancora non contaminato dal turismo di massa, selvaggio e bellissimo.

Qui la piccola Monica tra animali di ogni genere, cavalli, cani, gatti, galli e galline, topolini e lucertole, rondini, tartarughe, pesciolini e delfini, granchi o seppiette saettanti, trovava la sua dimensione anche se non indenne dalla sofferenza di tante piccole vite che non era in grado di poter salvare.

Il grande incendio della pineta, una piaga con la quale in Sardegna bisogna fare sempre e ancora i conti a causa di piromani senza scrupoli spesso assoldati per sminuire la bellezza del territorio in modo che possa essere comprato a poco prezzo, è l’atto conclusivo dell’ultima delle tre estati che Monica passa in quei luoghi e che si lascia dietro tanto dolore e tanto strazio insieme agli ultimi momenti sereni in cui aveva avuto occasione di stare in compagnia dell’amata sorella.

Con una prosa delicata e poetica, fortemente evocativa e descrittiva di luoghi incantevoli, di usanze e tradizioni della vita contadina, di emozioni e sentimenti che inequivocabilmente tutti ci portiamo dentro, Monica Pais scrive un libro capace di riavvolgere il filo del tempo e portarci indietro a ciò che eravamo, ai nostri sogni, alle nostre amarezze, alle risate spontanee e sincere e alle nuove scoperte e chissà quanti di noi saranno diventati davvero ciò che volevano essere come Monica e per quanti invece il destino ha deciso diversamente.

Recensione di Maristella Copula

LA CASA DEL CEDRO Monica Pais

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