LA BAMBINA CHE MANGIAVA I COMUNISTI, di Patrizia Carraro (Vallecchi Firenze – marzo 2022)
Roma fa da sfondo a tutto il racconto.
Elisabetta, protagonista della storia e voce narrante è una bambina di circa dieci anni, dalla vita familiare complessa i suoi genitori sono separati e si contendono la figlia. I due hanno personalità opposte la madre una donna forte e volitiva, comunista convinta che aspira a scalare le gerarchie di partito. Il padre, di famiglia aristocratica, nostalgico della monarchia e dei suoi privilegi. Elisabetta col suo linguaggio e dal suo speciale punto di vista ci racconta le difficoltà, i desideri, le sconfitte, le speranze, gli obiettivi di una generazione, che vive negli anni che vanno dal 1950 al 1956, generazione uscita da una guerra devastante che ha appena assistito alla caduta dei propri miti e che si impegna nel tentativo di ricominciare, ricostruire tutto: case, identità, vita familiare, appartenenza politica.
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Patrizia Carrano ci propone, attraverso il racconto di Elisabetta, una rilettura lucida, consapevole della storia dell’epoca. Pone l’accento sui molti errori compiuti, seppure in buona fede da comunist e cattolici. Ci mostra una visione ricca di grande umanità del percorso culturale, politico, umano di una intera generazione.
Una bella lettura che consiglio.
Recensione di Leonarda Paladino
LA BAMBINA CHE MANGIAVA I COMUNISTI Patrizia Carraro

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Il titolo è veramente accattivante