Una grande puttanata di eventi inconsciamente prevedibili: LA VERSIONE DI BARNEY Mondecai Richler

Una grande puttanata di eventi inconsciamente prevedibili: LA VERSIONE DI BARNEY Mondecai Richler (Adelphi)

È un libro particolare dall’inizio decisamente circoscritto e pesantuccio. In alcuni punti gli argomenti appaiono, per cosi dire, “fuori mano” per i lettori. Ma, se si ha la volontà di continuare, la scrittura diventa familiare decisamente divertente e dal sottile retrogusto amaro.

Infatti, le frequenti digressioni sul mondo dell’hockey, soprattutto nelle prime pagine, mettono alla prova la pazienza del lettore, così come i discontinui salti temporali, ma certi episodi raccontati in modo impeccabile, con tono arguto, indolente, nostalgico, a volte persino poetico, rendono il romanzo degno di essere letto.

Si tratta di un uomo giunto alla soglia dei settant’anni che decide, consapevole di essere ormai in discesa, di mettere nero su bianco tutta la sua vita.

Raccontarla con la sincerità di chi non ha più niente da perdere quindi con disincanto e con una farfalloneria dissacrante e irriverente.

Oramai miliardario, con tre mogli alle spalle, tre figli e un processo di omicidio, Barney risulterà uno stronzetto sdegnosamente simpatico puzzolente di alcool e di sigari da fare schifo.

Ma è, anche, uno stronzetto che vivrà una grande storia d’amore con la sua Miriam (belli molti passaggi da innamorato pazzo); uno stronzetto che si rende conto che con il denaro accumulato come produttore di Tv spazzatura non ha comprato la felicità, né tanto meno la serenità.

Sfacciatamente sincero, a tratti insolente e impertinente “La versione di Barney” è un libro insolito che, mi ripeto, se si riesce a superare le prime fastidiose 100 pagine, scorre che è una meraviglia tanto da condurre con facilità i lettori/le lettrici nel mondo di Barney Panofsky, personaggio scorretto e fuori misura.

Del resto chi sa raccontare con spartana ironia i propri difetti e i propri fallimenti così da smussare anche gli eventi più drammatici senza cadere nella commiserazione o nei pietosi rimpianti o in frasi pleonastiche non può non risultare simpatico per eccesso di umanità racchiusa nella consapevolezza che la vita è un gioco balordo di scacchi, di calci tirati alla porta per un istantaneo momento di gioia e puff…

Una grande puttanata di eventi inconsciamente prevedibili e imprevedibili come risulta il finale di questa biografia completata dal figlio per espressa volontà testamentaria dell’amabile fetente di nome Barley Panofsky.

“Il mio problema è che non riesco mai a cogliere il nocciolo della questione. Ora, alla mia età fraintendere le ragioni degli altri può non essere più così grave, ma non capire perché io mi comporto in un certo modo lo è eccome”

Recensione di Patrizia Zara
LA VERSIONE DI BARNEY Mondecai Richler

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