IL PRANZO DI BABETTE Karen Blixen

IL PRANZO DI BABETTE, di Karen Blixen

Ho ripreso la lettura e rivisto il film e le sensazioni sono le stesse:pura poesia! amato sia il racconto sia il film!

Scritto da Karen Blixen, con lo pseudonimo di Isak Dinesen,venne inizialmente pubblicato nel 1950 in inglese col titolo Babette’s Feast, prima di essere tradotto in danese (Babettes gæstebud) dalla stessa Blixen.

 

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Ambientato in Norvegia ha come protagoniste due anziane sorelle puritane. Si chiamano Martina e Filippa in onore,la prima, di Martin Lutero e la seconda del suo amico Filippo Melantone, Sono figlie di un decano, protestante e creatore di una setta diffusa in tutto il villaggio. Hanno vissuto una vita di dedizione al prossimo in osservanza delle regole imposte loro dal padre.

Una ha rinunciato all’amore di un giovane tenente che diverrà poi generale, l’altra che poteva diventare una cantante dell’opera ha rinunciato alle lezioni di canto di Achille Papin, il più famoso cantante dell’epoca, perché si era permesso di baciarla durante la prova di un pezzo del Don Giovanni di Mozart.

 

 

Un giorno si presenta alla loro porta una signora francese, Babette Hersant, sfuggita da Parigi perché accusata di essere una rivoluzionaria. Trascorrono molti anni, Babette è stata ospitata dalle due anziane signorine grazie alla lettera di Achille Papin e si è guadagnata l’ospitalità facendo da governante e contribuendo all’attività di beneficenza.

Un giorno da Parigi arriva una grossa vincita di denaro, 10 000 franchi. Mentre tutti credono che Babette li userà per tornare in Francia ella chiede umilmente di poter dedicare un pranzo alla memoria per i 100 anni dalla nascita del sant’uomo padre delle sorelle.

 

 

I dodici abitanti di Berlevaag si ricorderanno per sempre di quel pranzo, che li ha sedotti ed inebriati, dopo una vita priva di piaceri terreni: quel pranzo, che Babette ha voluto per ringraziare chi l’aveva accolta e per esprimere di nuovo tutto il suo talento di artista, si scoprirà esserle costato tutti i suoi franchi.

E solo una persona al banchetto (il generale antico spasimante di Martina) alla fine si sarà realmente resa conto di quanto gli ingredienti di quel pranzo siano stati preziosi. Per il loro valore economico, sì, ma anche per la loro capacità di far esprimere al meglio una grande artista!

Recensione di Lidia Campanile

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