SALUTI (POCO) CORDIALI Cristophe Carlier

SALUTI (POCO) CORDIALI Cristophe Carlier recensioni Libri e News

SALUTI (POCO) CORDIALI, di Cristophe Carlier

Un libro molto particolare questo di Cristophe Carlier: non è un thriller canonico, ma qualcosa di diverso, di raffinato e psicologico.

La trama sembra da libro giallo: in una tranquilla isola della costa bretone un giorno cominciano ad arrivare ad alcuni abitanti delle cartoline contenenti delle frasi lapidarie che innescano nei destinatari dubbi, angoscia, smarrimento.

 

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Il mittente è anonimo e si tratta di un altro abitante dell’isola che sembra conoscere benissimo tutto di tutti, anche segreti di cui i destinatari sono ignari. Questo evento sconvolge la vita dell’isola, tutti cominciano a temere di diventare il prossimo bersaglio del corvo e ognuno sospetta dell’altro. Un poliziotto venuto dal continente comincia ad indagare ma senza troppa convinzione.

A chi può far male questo corvo, che scrive frasi allusive a tradimenti, bugie, false amicizie, ma che non contengono alcun tipo di minaccia? Eppure nessuno sopporta di essere messo alla gogna dal corvo, in particolare due donne che hanno intuito di chi si tratta.

 

 

Non è un thriller convenzionale perché già a metà libro conosciamo chi è il corvo. La particolarità di questo libro sta nel ritratto impietoso, ironico e sferzante, di una piccola comunità quale può essere quella di un’isola, in cui tutto scorre sempre uguale, ci si incontra nell’unico bar a bere e a sparlare, si passeggia tra le falesie o sul molo con il vento che sferza i volti e le anime di coloro che pensano di conoscere a fondo tutti.

L’altra particolarità è l’utilizzo delle cartoline e delle lettere, oggi diventate purtroppo desuete, ma in maniera anticonvenzionale visto che sono usate per lanciare accuse o rivolgere saluti ,appunto, (poco) cordiali.

La narrazione si snoda in brevi paragrafi che ci fanno conoscere man mano alcuni degli abitanti e la vita che si conduce su quest’isola che potrebbe sembrare anonima ma che pian piano assume dei contorni precisi, a volte epica e romantica come può essere percepita dallo sguardo dei turisti, altre volte arida e quasi inospitale, come se fosse partecipe della ordinaria quotidianità dei suoi abitanti, enigmatica e imprevedibile, come lo sono le persone, che pensiamo di conoscere bene, ma in realtà non è così.

 

 

Ciò che questo libro mi ha lasciato, oltre alla piacevolezza della storia, è un vago senso di inquietudine, perché in fondo ciò che si verifica in una piccola comunità isolata dove tutti conoscono tutti o almeno lo credono, è quello che accade nella nostra società, in cui la comunicazione è affidata spesso ai social media, attraverso cui diamo di noi un ritratto che non rispecchia la realtà; una società in cui nemmeno i nostri parenti conoscono a fondo i nostri pensieri più nascosti.
Chi lo ha letto o ha intenzione di leggerlo? Che impressioni ne avete tratto?

Recensione di Patrizia Bellanova

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