PERDERSI Annie Ernaux

PERDERSI, di Annie Ernaux (L’orma – ottobre 2023)

“Perdersi” di Annie Ernaux

“…so fin troppo bene che ciò che mi fa scrivere è questa cosa, questa mancata realizzazione dell’amore senza fine…

…I miei libri sono sempre stati la forma più vera della mia personalità, a mia insaputa”.

Adoro il modo con cui la donna Annie Ernaux si denuda davanti alla superba scrittrice che vive in lei.

Il suo coraggio regalato alla penna; il suo narrare le sensazioni, l’attenzione nel cogliere quei momenti impalpabili, addirittura inaspettabili fino a poco prima, che sono provocati dalla passione dal desiderio, dalla gelosia.

Saper cogliere l’attimo fuggente delle pulsioni fisiche, psicologiche, esistenziali. Il ricongiungerlo al passato senza sfaldarlo dal sentimentalismo, dal melodrammatico, da infarinature letterarie.

Onestà intellettuale, purezza linguistica, verità di tutte le verità.

Per conoscere la scrittrice Annie Ernaux bisogna conoscere la donna protagonista delle sue narrazioni, queste slegate a ogni forma di genere e che, tuttavia, risultano tutte congiunte da un filo conduttore: la sua determinata personalità.

Una personalità cresciuta in un ambito di fragilità sociale in cui spesso risulta fuori contesto, inadatta, vuota, persa.

Intorno alla donna Annie Ernaux una società che si evolve, muta, si trasforma attraverso le fasi individuali della sua vita.

“Perdersi” è il diario intimo nel quale il resoconto della passione clandestina con un giovane diplomatico russo mette in evidenza il continuo bisogno d’amore di una donna la cui fanciullezza è stata segnata da una madre che non ha mai osato pur desiderandolo e da un contesto sociale troppo ristretto, soffocante e alienante. Un vero e proprio riscatto che si trasforma in un’ossessione dolorosa e struggente dove desiderio, morte e speranza si confondono nell’irrazionalità dei sentimenti.

La scrittura della Ernaux è coraggiosa e suggestiva, senza fronzoli, senza censura, sgrassata dal superfluo, depurata dal sentimentalismo, e risulta, quindi, audace e sincera.

È il riscatto dalla vergogna. “…non vivere più nella vergogna ciò che può essere vissuto nel piacere, nel trionfo (la sessualità, la gelosia, e anche le origini sociali). La vergogna ricopre ogni cosa, impedisce di andare più n là”.

Diario giornaliero dove il tempo è irreversibile. Nulla è contaminato dalla revisione dei ricordi.

La donna/amante Annie soffre, piange e gode al presente.

Spera, desidera, vuole negli attimi e nei momenti in cui tutto ciò può essere possibile.

Il passato è lì per ricordarle il presente e non esiste più appunto perché è passato.

Adoro Annie Ernaux, la scrittura scarna come una lama sottile che affonda nei punti già dolenti.

L’adoro perché in “Perdersi” è capace di non cadere nella volgarità e nel cinismo. Rimane elegante anche nell’affrontare e descrivere scenari così intimamente personali, carnali, lussuriosi e voluttuosamente erotici.

La verità, se si sa raccontare senza ostentazione culturale, ha una sua delicata signorilità ed è senza peccato.

Recensione di Patrizia Zara

Vince il premio Nobel per la letteratura 2022 Annie Ernaux 

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