PERCHÉ LEGGERE La trilogia dei filosofi di Irvin Yalom?

La trilogia dei filosofi Irvin Yalom

Parliamo un po’ della trilogia dei filosofi, ovvero:

La cura Schopenhauer-Le lacrime di Nietzsche-Il problema Spinoza

Tutti scritti da Irvin D. Yalom, psichiatra statunitense ed amatissimo autore.

A chi sono adatti questi libri?

Direi a tutti, a tutti quelli che nei libri cercano contenuti, emozioni, spunti di riflessione e ricerca.

Non serve una conoscenza filosofica per avvicinarli, sarà l’autore con la sua pacatezza, la sua profondità ed il suo garbo ad avvicinarci al suo mondo.

Sì, perché Yalom con i suoi scritti ci avvicina al mondo della filosofia e della psicoterapia; cambiando il nostro sistema di riferimento ci permette di osservare e capire meglio il ruolo del terapeuta ed il suo rapporto con il paziente.

Mondo affascinante quello della psicologia, soprattutto se vi siamo introdotti da un grande narratore-divulgatore come Yalom.

La trilogia dei filosofi Irvin YalomI suoi testi vengono proposti anche ai giovani psicologi nella fase della loro formazione, chiaramente la lettura di queste opere può avvenire a più llivelli.

Ne “La cura Schopenhauer” , oltre a conoscere il padre del pessimismo cosmico, siamo invitati ad assistere ad una terapia di gruppo, ne osserviamo le dinamiche e l’evoluzione guardando dalla spiraglio della porta dello studio che Yalom ha lasciato socchiusa.

Le lacrime di Nietzsche ci portano invece agli albori della scienza psicologica; conosciamo il dottor Breuer ed il giovane Freud alle prese con un paziente di tutto riguardo, uno tra i massimi filosofi di tutti i tempi. Impariamo a pensare al rapporto terapeuta-paziente come ad una partita a scacchi, seguiamo tutte le mosse di un tentativo di cura rivoluzionario.

Infine “Il problema Spinoza” ci permette di conoscere l’animo santo del filosofo olandese, di capirne i pensieri e condividerne le emozioni; nel contempo assistiamo alla nascita e poi al declino del pensiero nazista seguendo passo passo Alfred Rosenberg, ideologo del partito giustiziato il 16 ottobre 1946.

Tre libri completamente diversi, che in comune hanno la narrazione garbata, i contenuti profondi, l’attenzione e l’amore per l’animo umano.

Di Gabriella Calvi

Leggi la recensione più approfondita QUI

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