Nel nome della Strega: su e giù per un’Italia letteraria

Nel nome della Strega: su e giù per un’Italia letteraria

Lo scorso anno mi sono addentrata negli abissi della Commedia attraverso grandi testi della letteratura mondiale. Tra classici e contemporanei ho trovato la mia Mirabile Visione.

Il percorso che vi voglio proporre per il 2021/2022 sarà all’insegna del prestigioso Premio Strega, che quest’anno compie 75 anni.

Fondato nel 1947 da Maria Bellonci, intellettuale di spicco e dall’amico industriale Guido Alberti, proprietario del famoso marchio di liquori.

L’idea nasce nel 1944, quando nel salotto romano dei coniugi Bellonci, letterati, giornalisti, amici, si ritrovano per affrontare quegli anni bui, parlando e trovando rifugio e speranza proprio nella letteratura, per 20 anni colpita dalla dittatura fascista.

Ancora oggi la giuria del Premio Strega viene chiamata Gli amici della domenica.

 

Allo Strega vengono ammessi solo libri pubblicati dal marzo dell’anno precedente al 28 febbraio dell’anno in corso. Tra i 12, numero massimo di testi ammessi, vengono poi selezionati 5 finalisti, e il primo giovedì di luglio, a Villa Giulia a Roma, viene proclamato il vincitore.

Il Premio Strega è stato sin dall’inizio non solo lo specchio dei gusti letterari degli italiani ma anche quello dell’ambiente culturale generale del nostro Paese.

Sono essenzialmente due le sue finalità: raccontare il nostro paese, documentandone la lingua, i cambiamenti, gli usi, i costumi e le tradizioni e in più incoraggiare i lettori italiani a leggere sé stessi, la loro storia, il loro presente attraverso la narrativa contemporanea nostrana, sostenendola.

Ho voluto fare mie queste finalità e attraverso i romanzi che ho scelto, leggere l’Italia e i cambiamenti sociali e di costume che l’hanno segnata. Soprattutto mi piacerebbe stimolare noi italiani a leggere letteratura italiana…è cosa nota che la maggioranza legge soprattutto autori stranieri!

Ho voluto però dare un tocco personale al percorso e ho scelto solo scrittrici vincitrici del prestigioso premio.

Dal 1947 al 2021, 75 anni di concorso, solo 11 donne hanno vinto il premio contro 64 uomini.

Per questo ho voluto sostenere il lato femminile del Premio Strega.

 

 

Ma ora è il momento di presentarvi le mie Streghe e la data in cui vi parlerò di ognuna di loro.

La prima Strega d’Italia: Elsa Morante e L’isola di Arturo, premio nel 1957, prima scrittrice a vincere lo Strega (8 novembre 2021)

La mia Strega in rivolta: Lalla Romano e Le parole tra noi leggere, vince il premio nel 1969 (13 dicembre 2021)

La mamma di tutte le Streghe: Maria Bellonci e Rinascimento privato, si aggiudica lo Strega nel 1986 (7 febbraio 2022)

Una Strega nel buio: Dacia Maraini, Buio, vincitrice del prestigioso premio nel 1999 (14 marzo 2022)

La Strega del Nuovo Millennio: Margaret Mazzantini e il suo Non ti muovere, che si merita lo Strega nel 2002 (11 aprile 2022)

La mia personale Strega: Giulia Caminito e L’acqua del lago non è mai dolce, nonostante sia una delle tre finaliste donne nella cinquina di luglio, il premio lo vince Emanuele Trevi, ma ho voluto leggere comunque le finaliste e premiare la migliore…secondo me…

Perché ho scelto Giulia? Ve lo dirò solo il 23 maggio!

Mi rendo conto di aver ideato un percorso di lettura molto selettivo: ho tagliato fuori i classici, la letteratura straniera e lo sguardo maschile, ma quello che mi sta a cuore è mostrare che la narrativa non è solo un piacevole passatempo, come è giusto che sia, ma è anche capire chi siamo, da dove veniamo anche e soprattutto attraverso la nostra meravigliosa lingua, l’italiano!

Che dite? Vi ho convinto? Farete il percorso con me?

Vi aspetto allora “a Procida” l’8 novembre per commentare insieme L’Isola di Arturo!

 

Di Cristina Costa

 

 

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