MUSSOLINI IL CAPOBANDA. Perché dovremmo vergognarci del fascismo ALDO CAZZULLO

MUSSOLINI IL CAPOBANDA. Perché dovremmo vergognarci del fascismo, di ALDO CAZZULLO (Mondadori – settembre 2022)

Non rientra fra le letture di svago. Sulla tematica “ventennio fascista” è stato scritto molto, ma come accade nella narrazione dei fatti storici, le verità emergono molti anni dopo il suo verificarsi per cui è utile, per coloro che amano conoscere la storia, accostarsi alle pubblicazioni più recenti. Antonio SCURATI sta compiendo un lavoro pregevole: il suo “ M Figlio del Secolo” – romanzo documentario – ha vinto un Premio Strega e ha venduto più di 120 000 copie , seguito poi da “M L’uomo della della Provvidenza” .

Aldo CAZZULLO, con Mussolini Il capobanda, attingendo ai fatti storici realmente accaduti, offre molteplici spunti per riflettere e induce il lettore a comprendere l’atmosfera del ventennio in cui Mussolini , con la violenza all’insegna del santo manganello e dell’olio di ricino, è salito al potere, ma soprattutto mette in risalto, sempre con fatti e testimonianze, quanto siano false certe dicerie e convinzioni purtroppo assai radicate.

 

 

A pg 332 scrive. “ E l’antifascismo sarà anche fuori moda, ma non è fuori tempo. Perché il fascismo non è morto del tutto con Mussolini. E’ finito il fenomeno storico sorto in Italia tra le due guerre mondiali. Ma migliaia di uomini, nel nostro Paese e altrove, hanno continuato a professare quelle idee, e dove hanno potuto, le hanno tristemente realizzate. Aggiungendo sangue a sangue, crimini a crimini”.

Nonostante trattasi di una lettura impegnativa da sembrare a tratti persino incredibile per l’evidenza documentata della crudeltà praticata dalle squadracce nere, le 350 pagine scorrono assai velocemente.

Vengono documentati delitti noti di cui i mandanti sono certi, ad esempio quello di Giacomo Matteotti. Sconvolgenti le pagine riguardanti Antonio Gramsci, la morte e il funerale di cui Pierpaolo Pasolini ha dato il titolo a un suo libro “ Le ceneri di Gramsci”.

Si fa riferimento a numerosi personaggi che hanno avuto parte gloriosa nella storia del Novecento: Togliatti, Pertini, Turati, etc. ai quali sono state dedicate strade e piazze e dei quali molti non ricordano nulla.

 

 

Ovviamente si racconta di OVRA, della banda Kock – ( l’esecuzione di Koch avvenuta il 5 giugno 1945 verrà filmata da uo dei suoi prigionieri: Luchino Visconti)- degli enormi arricchimenti dei gerarchi, facendo cenno anche all’oro di Dongo, di sevizie, di occupazioni, di guerra, della Repubblica di Salò e della ingloriosa fine….trattasi appunto di un libro di STORIA.

Non manca qualche “leggera chicca” inserite magistralmente dall’autore per “alleggerire” il contenuto quando si fa troppo “pesante”.

Il Dittatore aveva molte donne, o meglio ha “usato” molte donne, persino l’ebrea critica d’arte Margherita Sarfatti che gli fu amante nel contempo che la moglie, Donna Rachele, cresceva la prole legittima. “ Cent’anni fa, in questi stessi giorni, la nostra patria cadeva nelle mani di una banda di delinquenti, guidati da un uomo cattivo e spietato. Un uomo capace di tutto: persino di far chiudere in manicomio il proprio figlio, e la donna che l’aveva messo al mondo”.

Clara Petacci, più giovane di lui di 30 anni, comunque non fu l’amante storica perché quella definita nel libro “storica” era milanese, dalla quale ebbe la figlia Elena Curti che nei giorni ingloriosi stava con lui a Salò alimentando la gelosia di donna Rachele e Clara Petacci.

 

 

Ma torniamo alla storia.

Lo sapete vero che: “Nell’estate del 1930 Graziani si sente abbastanza forte per conquistare l’oasi di Cufra, e per preparare l’attacco il 31luglio vengono bombardate le oasi di Taizerbo…..Tutte le bombe erano caricate con l’iprite, il tremendo gas vescicante della prima guerra mondiale, bandito dalle convenzioni internazionali”.

Non esito a consigliarlo poiché dopo questa lettura ciascun lettore sarà in grado di rispondere a chi dirà che “ ha fatto cose buone”, ad esempio le bonifiche.

“ Filippi smonta anche il mito più duro a morire: le bonifiche. Il regime annuncia di voler risanare otto milioni di ettari. Dopo dieci anni di lavori e spese, proclama di aver bonificato quattro milioni di ettari; in realtà “erano effettivamente completi o a buon punto solo i lavori su poco più di due milioni di ettari. Di questi due milioni, un milione e mezzo erano bonifiche concluse dai governi precedenti il 1922”. Il resto si farà dopo la guerra, con i soldi del piano Marshall.”

 

 

E a proposito di malaria: durante il Regime vennero eseguite delle vere e proprie sperimentazioni sugli esseri umani mediante la somministrazione di mercurio anziché chinino – più costoso – che condussero 28 bambini alla morte mentre decine di altri subirono malformazioni nel comune di Gruaro . Quando il Regime si rende conto del dramma, si preoccupa di censurare la notizia, le voci vengono cancellate e le famiglie contadine tacitate con il risarcimento di settemila lire.

Infine ritengo che il contenuto dell’opera di Cazzullo sia davvero molto interessante, infatti rientra nelle classifiche dei libri più venduti.

Nella storia la parte giusta e la parte sbagliata non coincidono con il Bene e il Male.

Dalla parte dell’antifascismo c’era anche una minoranza di persone malvagie, che commisero delitti che non dobbiamo nascondere ma denunciare. E dalla parte del fascismo, c’erano sicuramente brave persone, che a volte pagarono per colpe non loro. In ogni caso, l’antifascismo resta la parte giusta; il fascismo quella sbagliata”.

E per concludere riprendo quanto è scritto a pag. 318 a proposito della RESISTENZA , perché pure io sono convinta che esiste un’idea del tutto immaginaria.

“ La Resistenza non è solo “una cosa rossa”, così come essere antifascista non significa essere comunista o di sinistra. Scelsero di combattere i nazifascisti migliaia di giovani, tra cui c’erano certo comunisti, socialisti, azionisti, cattolici, monarchici; e soprattutto ventenni che non sapevano neppure cosa fossero i partiti, ma rifiutarono di schierarsi con Mussolini e Hitler. E ci furono molti modi di dire di no. Un no pronunciato da donne, ebrei, contadini, sacerdoti, carabinieri, militari, suore, internati militari in Germania. E frati. Come i francescani di Susa).

Soddisfatta di aver terminato questa lettura, insoddisfatta delle sintesi appena terminata, non escludo di approcciarmi ad Antonio Scurati con i suoi romanzi-documentari da 800 pagine ciascuno.

Leggiamo i libri altrimenti corriamo il rischio di credere a ciò che altri ci raccontano.

 

Recensione di Yvonne Pelizzari

MUSSOLINI IL CAPOBANDA. Perché dovremmo vergognarci del fascismo ALDO CAZZULLO

 

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