AL DI QUA DEL FIUME. Il sogno della famiglia Crespi Alessandra Selmi

AL DI QUA DEL FIUME. Il sogno della famiglia Crespi, di Alessandra Selmi (Nord – agosto 2022)

E’ sempre bello leggere un libro ambientato in luoghi che si possono riconoscere. E questo non fa eccezione. E’ infatti la storia della nascita e degli anni d’oro del Villaggio Crespi, a Crespi d’Adda, raggiungibile da Lecco anche percorrendo una pittoresca pista ciclabile che si snoda lungo il lago prima e il fiume Adda poi. Villaggio che è diventato nel 1995 anche sito patrimonio dell’Unesco, e che rappresenta uno dei pochi esempi italiani di quel che è stato definito “paternalismo industriale”, cioè la gestione e il controllo, da parte del proprietario della fabbrica, di ogni aspetto della vita dei “suoi” operai: dalle abitazioni, all’educazione, al tempo libero, alla religione.

 

 

Cristoforo Crespi ebbe questa idea nel 1877, animato certamente da ambizione, ma per la verità anche da una idea filantropica, secondo la quale gli operai venivano considerati una sorta di famiglia allargata. Fu sua l’idea di costruire, attorno alla fabbrica appena sorta, un villaggio con le abitazioni, in modo che gli operai non dovessero sobbarcarsi lunghi percorsi a piedi prima di giungere in fabbrica. Fu il suo successore, il figlio Silvio (nomen omen?) a volgere questa idea benevola in qualcosa di più rigidamente controllato, insieme con l’ampliamento della fabbrica e il progressivo controllo di tutta la filiera di produzione, giungendo ad ottenere dal governo del Regno il controllo totale di quella parte d’Africa dove veniva prodotto il cotone, il Benadir (in Somalia).

 

 

Tutto questo è narrato nel romanzo attraverso le vicende personali di alcune famiglie. La famiglia Crespi, naturalmente, e quelle di alcuni degli operai che con il loro lavoro, e spesso il sacrificio della loro vita, hanno reso possibile questo piccolo miracolo italiano. Leggendo queste pagine ci sembra di conoscere personalmente il capostipite Cristoforo, con il suo legame anche affettivo con i primi operai. Ci appassioniamo alle vicende delle famiglie dei Vitali e dei Malberti, e di altri personaggi che gravitano attorno ad essi. E, soprattutto, ci sentiamo legati al personaggio di Emilia Vitali, che incontriamo bambina nelle prime pagine del romanzo, e vediamo crescere, forte e determinata nonostante le difficoltà di una vita che non le regala mai nulla, eroina moderna che sa mantenere dignità e coraggio pur in una società che la condiziona fortemente. E Silvio Crespi, anch’egli bambino nei primi capitoli, poi adolescente in lotta contro un destino segnato che lo fa sentire prigioniero della gabbia dorata della famiglia, al quale non sa o non vuole opporsi, e che lo trasforma pian piano in un adulto freddo e determinato, spietato negli affari.

E, dopo la lettura, vi verrà una gran voglia di visitare il villaggio Crespi!

 

Recensione di Maria Teresa Petrone

AL DI QUA DEL FIUME Alessandra Selmi

 

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