MORIMONDO Paolo Rumiz

MORIMONDO Paolo Rumiz recensioni Libri e News

MORIMONDO, di Paolo Rumiz

Finito il libro, ti viene improvvisa la voglia di prendere una canoa e scapicollarti anche tu per anse ed argini come l’autore e la sua bizzarra brigata. Una discesa fluviale, un viaggio di scoperta o riscoperta non solo fisica, ma anche molto intellettiva.

MORIMONDO Paolo Rumiz recensioni Libri e News

L’acqua è narrazione, navigare è come pensare, e si fa anche scrittura. Devi seguirne il ritmo, assecondare i suoni, carpirne le sfumature, abbandonarti al flusso, che sia di immagini, pensieri o parole. E tra una pagaiata e l’altra si parla del sesso dei fiumi, femminile e non – come ci ostiniamo a definirlo- maschile. L’acqua è femmina, accoglie, respinge, sedimenta, trasporta, crea, consola, nutre.

La “fiuma” Po viene discesa dal Piemonte all’Adriatico, colta in fotogrammi successivi come a srotolare il Talmud o i bassorilievi della Colonna Traiana. Si avvicendano storie, saperi, sapori, donne e uomini di fiume, leggende, saggezze, brontolii, canti, riti antichi e contemporanei che sorprendono perchè nascosti ai più. Fiumi violentati, svuotati, insozzati, ma fra scempi industriali, inquinamenti clandestini, ruberie costanti, sfruttamenti criminali, le acque riversano e conservano ancora una bellezza primordiale, un che di selvaggio, nonostante tutto, nonostante l’uomo.

D’altronde si sa, l’acqua purifica e si accolla la lordura del mondo. E poi le soste nelle osterie, nelle case galleggianti, nelle isolette di ghiaia, giusto ogni tanto, se si ha nostalgia di terra. E gli incontri, tanti, con chi il Po lo conosce, lo vive, lo protegge, lo abita, lo teme.

Aneddoti di osti e barcaioli, di cuoche e guardiani, di cantastorie e pescatori. Il fiume sono loro e loro sono il fiume. Siamo accompagnati cosi, con flussi di una lentezza quasi dimenticata, in questo navigare e filosofeggiare, con osservazioni attente, invettive ecologiste di buon senso, evocazioni di paesaggi altri, visioni di figure immaginarie, e l’autore magicamente prorompe in analogie con altri fiumi, in atmosfere di altre terre, accorpando ricordi, proponendo sogni.

Alla fine tutto scorre, l’importante- dirà un navigatore- è passare senza lasciare traccia, se non ricordi e conoscenza.

Recensione di Anna Caramagno

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