LA RIVINCITA DI PRINCE HARRY: SPARE – IL MINORE

Mi limitavo ad amare te, di Rosella Postorino

LA RIVINCITA DI PRINCE HARRY: SPARE – IL MINORE

Muoio dalla voglia di fiondarmi in libreria a comprare il libro del Principe Harry «SPARA AL MINORE».

Ma ne ho appena terminato uno sullo stoicismo che parla del contenimento delle passioni e di sapersi accontentare, perciò almeno fino al weekend devo farmi un punto d’onore di resistere.

Sono già passati due giorni da quando è uscito e mi sto rosolando dalla curiosità come un hot-dog in un trabiccolo di quegli ambulanti che immagino ingolfino i marciapiedi della City.

O forse è più una roba da New York? Non ne sono sicuro.

So che gli uomini-sandwich sono un classico della Dublino di Joyce, ma quella è un’altra cosa. La prima volta che lessi questo termine in un volume ero ragazzo, e mi immaginavo dei tizi infilati dentro a panini giganti di gommapiuma. Non capivo bene cosa ci facessero in giro per strada, ma si sa che il Regno Unito è un mondo a parte. E che la traduzione letterale parola per parola è roba da ciclo delle elementari.

Guidano a destra, bevono il tè al posto del caffè (come cantava anche Sting) e soprattutto hanno la monarchia. Mica una roba da poco: mia nonna ci andava matta, per le vicende dei reali inglesi.

Sulla lavatrice del suo bagno non mancavano mai una manciata di rotocalchi di gossip tipo “Chi” o “Novella Duemila” che accompagnavano con una nota di letizia frivolo-monarchica i suoi momenti di intimità evacuatoria.

Ad ognuno le sue passioni. Noi oggi stiamo tutti sulla tazza del water con i nostri device retroilluminati, lei usava per sognare le vicende di Camilla e Carlo, di Stephanie di Monaco e Filiberto di Savoia.

Mia nonna il romanzo «SPARA AL MINORE» non se lo sarebbe persa per niente al mondo. Anzi, glielo avrei regalato io se fosse uscito a quei tempi, perché lei non si considerava abbastanza acculturata per leggere un romanzo o un’autobiografia.

Porella! Se avesse saputo che ciofeca di roba viene spacciata per narrativa. La sua Novella Duemila avrebbe potuto tranquillamente reggere il confronto.

Ad ogni modo il Principe le sarebbe piaciuto. Così bello rosso, con quella barba curata e perfettamente distribuita sul viso (non è da tutti avere una barba così, la mia ad esempio somiglia più ad una sterpaglia tipo deserto dell’Arizona, con qualche cespuglio qua e là e gomitoli di peluria che trascorrono sulle gote senza apparente motivo).

Il Principe col suo sguardo penetrante da principe, il suo orgoglio ferito da principe, i suoi occhi azzurri quelli proprio da principe (azzurro), il suo facile accesso al mondo dell’editoria (…questa l’ho scritta soltanto perché rosico).

Però voglio dire che a parte le battute la VOOOGLIA di leggerlo te la fanno venire per forza. Tutto questo cancan mediatico, tutto questo ricamarci attorno. Va bene che sarà la solita biografia ritoccata a quattro o dodici mani, però che vuoi fare, restare nell’ignoranza? Essere l’ultimo a sapere? Non aver niente da dire al prossimo salotto mondano o più prosaicamente dalla parrucchiera?

Si sa che la curiosità è femmina. E 25€ cosa vuoi che siano, con tutti i soldi che si buttano ogni giorno? La competenza (non la conoscenza n.d.a.) ha un costo. E pure io che non sono femmina si vede che mi stimola il mio lato «Yin».

«SPARA AL MINORE» è già un evento di costume come il Grande Fratello Vip o L’Isola dei Famosi o Sanremo o l’ultimo libro di Andrea Vitali.

D-e-e-e-v-o sapere al più presto cosa c’è dentro quel diavolo di cofanetto con la facciona del bel Harry. Altrimenti vado a pezzi, come quell’altro, di Harry.

SPARE. IL MINORE ** Principe Harry

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In foto, la locandina del film «AVATAR 3, IL REGNO DEI REGNANTI» ispirata alla biografia del Principe.

Di Marcello Ferrara Corbari

SPARE – IL MINORE , di Prince Harry –  JR Moheringer

L’attesa e criticata biografia del Principe Harry inizia con il funerale del suo caro ed amato nonno. Il ritorno in Inghilterra è l’occasione per incontrare la sua famiglia e cercare di sanare l’incolmabile divario fra lui e “loro”.

Il racconto prosegue con un lungo flashback che ripercorre gli eventi più importanti della sua vita: l’infanzia a palazzo, il trauma per la morte dell’amata madre, l’adolescenza poco ordinaria, l’incontro con Megan Merkle che gli ha cambiato la vita.

Fin dalle prime pagine chiarisce il significato di “Spare” letteralmente riserva, ruota di scorta richiama il modo di dire delle dinastie inglesi “An heir and a Spare” (un erede ed una riserva) ed in questo caso indica il fratello minore.

Ed è sempre così che si è sentito Henry una riserva, il secondo classificato, l’invisibile.

Cerca in tutti i modi di gridare al mondo ed alla sua famiglia: “io ci sono, sono qui”.

È la costante ricerca della sua individualità che lo porta a fare scelte discutibili e lo pone in contrasto con William.

Interessante è notare come il fratello maggiore sia sempre per lui un estraneo, un antagonista verso il quale mostra scarsa empatia.

Recensione di Anna Maria Tecca 

SPARE – IL MINORE – Prince Harry

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