LA BELLA ESTATE Cesare Pavese

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LA BELLA ESTATE, di Cesare Pavese

La bella estate come afferma Pavese è la “storia di una verginità che si difende”.
Si tratta di un breve racconto ambientato in una Torino grigia che ha come protagonista la sedicenne Ginia, una ingenua adolescente che si prepara a diventare adulta.
Iniziata nel suo percorso da Amelia, amica di qualche anno più adulta che fa la modella per pittori scapestrati, Ginia è introdotta nell’ambiente sregolato della boheme artistica torinese e si innamorerà di Guido, giovane pittore dal quale si farà sedurre.
Sarà l ‘inizio di un amore travagliato, disperato, illusorio che durerà solo il tempo di una stagione, l’estate.
Il racconto è stato scritto da Pavese negli anni ’40 e pubblicato nel ’49 solo un anno prima della sua morte per suicidio.

La bella estate Cesare Pavese Recensioni Libri e News UnLibroSono rimasta colpita dall’audacia dello scrittore che in un periodo particolarmente difficile per l’Italia ha trattato temi sicuramente impegnativi per il contesto storico.
Con una prosa asciutta e semplice Pavese parla di sesso, disinibizione, omosessualità femminile, malattie a trasmissione sessuale con una delicatezza e una scrittura mai volgari.
Per questo motivo l’ho trovato straordinariamente attuale nonostante la sua datazione.
Ancora oggi i vizi e le passioni dell’animo umano sono i soliti dell’epoca cambiati però sono sicuramente i valori morali.

Ginia è una ragazza perbene che ha sogni d’amore puliti ed è lontana dalla corruzione e dal male. È innocente , giovane e ha fame dell’amore che cerca e a cui va incontro credendo che lo sia.
La bella estate é la stagione della vita, piena di attesa e aspettative che però precede solo quella che sarà la disillusione.
Arriveranno altre estati ma non saranno più la stessa cosa. Ginia si dona alla vita concedendosi a Guido e credendo nella sua ingenuità ed inesperienza in un amore che per lui sarà solo sesso e nient’altro. È chiaro il riferimento di Pavese alla “gioventù bruciata” della letteratura americana che lo scrittore prediligeva e traduceva.

I personaggi rappresentati di questa gioventù borghese di una Torino perbene, la richiamano spesso. Una società che lo stesso Pavese descrive all’epoca in una crisi di valori morali e civili in una città cupa e crepuscolare con i protagonisti immersi in uno squallore e degrado. Dentro il racconto si rilevano temi autobiografici dell’autore ovvero l’ambiente contadino, la festa, il complesso dello scrittore verso le donne e soprattutto il suo malessere di vivere.

Originariamente il racconto doveva intitolarsi “La tenda”. Tenda dietro la quale Ginia viene spiata nella sua fragilità ovvero mentre si spoglia per concedersi ma la tenda ha anche un valore simbolico ovvero è ciò che divide l’adolescenza dall’età adulta, l’innocenza dal peccato, e segna il momento nel quale Ginia capirà di essere stata illusa e tradita e crolleranno così i suoi sogni di donna e le sue certezze.

Il tema della festa con il carico di aspettative mi ha ricordato molto la tematica cara a Leopardi de ” Il sabato del villaggio” l’attesa fervente per il giorno di festa.

L ‘ho trovato un romanzo soprattutto d’amore, l’amore per la vita, l’amore di Ginia per Guido, ma anche l’amore di Amelia per Ginia, un amore sottile e particolare che pervade tutto il romanzo fino al suo epilogo.

Recensione di Gabriella Patriarchi

Sempre di Cesare Pavese potete trovare altri titoli tra cui La luna e i falò

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