IL TEMPO DI BLANCA Marcela Serrano

IL TEMPO DI BLANCA, di Marcela Serrano

Mi si riempiono gli occhi di lacrime, ma chiudo subito il cuore
Dolcezza, dolore, politica, poesia. Tanta poesia nelle parole di Marcela Serrano, nella sua prosa elegantissima, leggera sia che parli di strazio, di tribolazioni, di sconforto, sia che racconti amore, passione e sentimento. E tre donne, colonne portanti della storia.
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Penso alle notti delle donne: una vera ingiustizia le notti delle donne, le sole persone di una casa che hanno occhi come lampadine sempre accese, orecchie indagatrici, tese ad ascoltare la vita delle tenebre. Il russare del marito, un brutto sogno del bambino, un topo che passa in soffitta con uno scricchiolio insolito, l’insonnia del figlio più grande. Tutto è nelle loro mani. Gli altri dormono tranquilli; loro vegliano. Sempre a disposizione, le guardiane della notte
Perdere qualcosa di prezioso – nel caso di Blanca la voce – nel romanzo si trasforma in forza, la malattia scuote la dignità della protagonista. La spaventosa esperienza di Blanca lascia spazio al coraggio di rinascere, diversa da prima, consapevole, disillusa, ma fiera. Uno sguardo al contempo dolce e tagliente alla condizione ma anche ai desideri delle donne, alla loro bellezza, alla loro anima, alla loro diversità.
Ambientata in un disastrato e tormentato Cile dopo la dittatura, una storia che fa stringere il cuore e commuove, ma al contempo, attraverso l’eterea Blanca, accarezza le donne, le sprona, le ama.
“[…]e dal profondo del mio silenzio mi azzardo ad affermare che non c’è solitudine paragonabile a quella di essere donna
Nell’originale il titolo “Para que no me olvides” (In modo da non dimenticarmi) è molto più bello.
Recensione di Lauretta Chiarini

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