LE INTERVISTE DEL PASSAPAROLA DEI LIBRI – Piolalibri Bruxelles

Jacopo Panizza Piolalibri Bruxelles Recensioni Libri e News

IL PASSAPAROLA DEI LIBRI ha intervistato Jacopo Panizza di Piolalibri – Bruxelles

 

Piolalibri

Parlateci di voi. Chi siete e quando nasce la vostra attività?

Piolalibri nasce nel 2007, situata nel cuore del quartiere europeo di Bruxelles: luogo di evasione e di ritrovo, caffè letterario, tavola imbandita, covo di sovversivi, palco di musiche e artisti, rifugio vinicolo e gastronomico, circolo culturale tutto assieme. Il nostro obiettivo è ed è sempre stato promuovere e diffondere la cultura italiana in una realtà multiculturale e dinamica come quella di Bruxelles, che sia attraverso letteratura, musica o a sorsi di spritz e buon vino.  

 

Che tipo di lettori frequenta la vostra libreria?

Avendo in catalogo solamente libri in lingua italiana, la maggior parte dei nostri clienti sono espatriati italiani residenti a Bruxelles. Detto questo, il numero di residenti in Belgio (specialmente di origine fiamminga) che decidono di imparare l’italiano sta crescendo ogni anno che passa: tra libri di testo per i corsi, i primi tentativi con letture facilitate, o chi invece sono anni che parla italiano, siamo fieri di vantare anche una forte clientela straniera!

 

Lettori si nasce o si diventa?

Senza dubbio si diventa.

 

Piolalibri

 

Essere librai nel 2020: che cosa è cambiato nel mestiere del libraio e nel ruolo del lettore, negli ultimi anni?

Al libraio nel 2020 viene richiesto una elevata capacità di multitasking: se già portare avanti una libreria richiede il suo tempo, oggi come oggi viene richiesto di stare al passo con il ritmo (folle) delle nuove uscite editoriali; di pianificare la continua promozione attraverso i social; di adattarsi continuamente alle regole di mercato ed alle iniziative indipendenti, nella perenne guerra contro i distributori di massa come Amazon. Ah beh certo, c’è anche da consigliare buoni libri ai clienti, ma quella è la parte divertente.

Il lettore di oggi è in una posizione particolare: se da un lato viene continuamente spinto a porgere il proprio sguardo verso al passato, verso ai grandi classici, allo stesso tempo ha anche il compito di scegliere tra il numero incredibile di nuove uscite, dove forse potrebbe trovare il grande classico del domani. Per navigare in questo marasma, ha però moltissimi aiuti, che siano digitali (blog, rubriche, youtube e molto altro) o può passare in una libreria e lasciarsi consigliare dal libraio di fiducia (che diciamolo, è molto meglio!)

 

 

Lettura e reti sociali: che cosa ne pensate di questo binomio? Si può essere “social” continuando a essere lettori? Quanto e come siete presenti sulle reti sociali e che impatto hanno queste sulla vostra attività?

Essere contro i social nel 2020 vuol dire non aver compreso una gran parte del tempo in cui viviamo: come libreria/enoteca/spazio eventi, Piolalibri ha il compito di essere presente e attiva sui social nettwork, altrimenti (ahimè) il pubblico a cui avremmo accesso sarebbe molto, ma molto, più ridotto. I social potrebbero definirsi il passaparola odierno, e senza di quello le attività faticherebbero a rivaleggiare con i competitor. Poi, che uno usi i social per scoprire le nuove uscite o si faccia un idea dei vari libri in circolazione, a noi può solo venir comodo. Detto questo, nessuno di coloro che al momento lavora nella libreria ha profili personali attivi, quindi questo potrebbe dire molto…

 

Piolalibri

Nel nostro gruppo ci sono titoli che ormai hanno raggiunto lo stato di “libri di culto” o veri e propri tormentoni, come Cambiare l’acqua ai fiori o I leoni di Sicilia, non sempre a causa della loro qualità artistica ma grazie, soprattutto, a un passaparola costante sulle reti sociali: quali sono i titoli il cui successo vi ha maggiormente stupito e che idea vi siete fatti del motivo di questo successo?

Come detto sopra, oltre al classico passaparola tra amici lettori (sacrosanto), oggi come oggi, i social media sono fonte di promozione sfrenata per questo o quest’altro libro: se un titolo “fa tanti like”, è normale che venga sfruttato/recensito/fotografato sempre di più, e di conseguenza gli utenti diventano più curiosi. Ormai ci si é fatto il callo che i gusti della massa possano non sempre coincidere con quelli dei librai, per fortuna ci sono tanti titoli in circolazione che si può sempre leggere altro.

 

Qual è il titolo che, secondo voi, diventerà il prossimo “tormentone”?

Lasciamo i tormentoni alle hit estive

In molti, sul nostro gruppo, si lamentano del fatto che è diventato molto difficile invogliare alle lettura i giovanissimi: in base alla vostra esperienza è vero che i ragazzi leggono sempre di meno? Esiste una strategia che scrittori, librerie, case editrici o chiunque abbia a che fare con giovani lettori potrebbe utilizzare per interessarli di più?

Sono anni che si sente dire che il numero di lettori è in forte calo, che siano essi giovani o meno. Sicuro ci sono molte iniziative e strategie, ma noi crediamo che sia anche molto una questione di educazione: essere in un ambiente circondato dai libri, imparare a vederli non solo come un oggetto usato a scuola o come un soprammobile, ricevere letture scolastiche che possano far approcciare alla letteratura in maniera diversa, più contemporanea, tutto ciò potrebbe essere un aiuto; certo é che si può iniziare a leggere a tutte le età, e non e detto che se un ragazzo non legga in adolescenza non possa diventare un divoratore di libri quando e come vorrà.

 

Piolalibri

Come vi ponete nei confronti della lettura digitale? La considerate  una risorsa o una minaccia per la vostra attività e per il futuro dell’editoria?

READ BOOKS ON PAPER! (Abbiamo pure creato delle shopper con questo slogan!) Scherzi a parte, noi siamo dei fervidi sostenitori delle parole su carta; ovviamente non vogliamo fare i retrogradi, capiamo quanto un ebook possa essere comodo e utile in certe situazioni, che siano viaggi, gente anziana che fa fatica a tenere grandi tomi in mano e che ha bisogno di zoomare per leggere meglio, o che siano testi universitari per fare lavori di ricerca ricerca. Ma, per fare un’analogia con la musica: tutti hanno gioito all’arrivo dell’mp3, comodo, portatile e leggero, si poteva avere sempre tutto a portata di mano; bene, noi siamo per il vinile, ci piace non solo quello che ci da in fatto di musica, ma l’atto stesso di tirare fuori il disco, appoggiare la puntina e ammirare la copertina mentre si attende che la musica cominci: il libro per noi è la stessa identica cosa.

 

 

Consigliate tre libri, secondo voi imperdibili, ai nostri lettori, motivandone la scelta.

Enne, di Valentina Durante: la voglia di cambiare tutto e mollare tutto che anche con il maturare rimane sempre.  

Grande Karma. Vite di Carlo Coccioli, di Alessandro Raveggi: una delle più singolari figure letterarie italiane completamente dimenticato.

Redenzione. La prima indagine di Maurizio Nardi, di Chiara Marchelli: un thriller per chi non ama il genere. 

 

redazione@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

 

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