LA GOVERNANTE, di Csaba dalla Zorza (Marsilio – maggio 2025)

Ho comprato questo libro incuriosita dalle recensioni contrastanti che avevo letto in merito.
Il pubblico si divide in due filoni (come sempre), molto ben marcati (questo è più raro): c’è chi lo ha amato e chi lo ha disprezzato.
Di solito non mi schiero, ma stavolta ho deciso di farlo, perché mi sono sentita appartenere completamente ad uno dei due “schieramenti”.
La storia è raccontata in prima persona, ma non dalla protagonista, che è una donna sessantenne che vive a Milano, ha due figli, un marito avvocato ed è il direttore di un noto giornale pensato apposta per un pubblico femminile.
Questa donna, descritta come dotata di una innata eleganza e della severità giusta per poter emergere in una società dove la donna è solo moglie e madre e trasmettere ai figli certi valori, un giorno decide di ripartire da zero mettendo un punto fermo a tutto.
E allora la voce narrante ci racconta proprio della vita finora vissuta dalla protagonista, lasciandoci entrare nelle pieghe più intime di rapporti, abitudini e comportamenti.
Parliamo di una famiglia assolutamente benestante, che può permettersi tanto, e infatti, una delle critiche aspre mosse al libro è che non rappresenta la maggioranza delle donne, ma una ristrettissima minoranza di persone ricche.
Non sono d’accordo…
Se da questa storia vengono tolti tutti gli orpelli “da ricchi”, rimangono i valori, rimane la delicatezza, rimane l’eleganza.
Rimangono quindi tutti i contenuti più profondi.
Non è la ricchezza in termini di denaro a caratterizzare questa donna, ma le sue idee e la sua vita.
Se alla campagna provenzale sostituiamo la campagna di qualche zona d’Italia, non cambia nulla nella storia.
L’essenza resta… Quel “la forma è sostanza” pervade tutto il libro, assieme al particolare “femminismo” della protagonista.
Io faccio parte di coloro che amano l’eleganza… e quindi ho amato questo libro.
E voi?
Recensione di Rita Annecchino


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