IL TEMPIO DEL PIACERE, di Volker Kutscher (SEM)

Quarto appuntamento della serie dello scrittore tedesco Volker Kutscher con protagonista il commissario Gereon Rath.
Dopo aver letto e apprezzato i primi tre volumi, “Il pesce bagnato” (o “Babylon-Berlin”), “La morte non fa rumore” e “Goldstein”, ho proseguito con il volume quattro, “Il tempio del piacere”, ambientato un anno dopo le vicende narrate nel terzo libro, più precisamente nel mese di luglio 1932.
Il commissario Rath questa volta è alle prese con un assassinio avvenuto in un modaiolo locale berlinese, lo Haus Vaterland, il “tempio del piacere” del titolo.
L’indagine questa volta lo porterà lontano da Berlino, nella Prussia orientale, regione allora separata dal restante territorio tedesco dal cosiddetto “Corridoio di Danzica”.
L’ambientazione nella regione della Masuria è sicuramente l’elemento di maggior originalità del romanzo, sia per le caratteristiche ambientali e paesaggistiche di quel territorio, ricchissimo di boschi, laghi e zone paludose, sia per motivi storici: gli abitanti della Masuria, nel 1920, avevano votato in stragrande maggioranza per l’annessione alla Germania in senso antipolacco, e, in quel 1932, anno in cui si svolge la vicenda, si sentivano ben rappresentati dal partito nazista e vedevano in Adolf Hitler un salvatore capace di contrastare il governo socialdemocratico da cui si sentivano “abbandonati”, ragione per cui SA, SS e simpatizzanti e militanti del partito nazista erano in questo territorio molto numerosi… il commissario Rath avrà modo di constatarlo con i proprio occhi …
Altro elemento “nuovo” rispetto ai volumi precedenti è un pizzico di mistero, derivante dalla presenza di una leggenda legata ad un misterioso essere del bosco, una sorta di eremita indiano che spaventava da decenni i più piccoli, il kaubuk, e che, inizialmente, lo stesso Rath crede essere implicato nell’omicidio su cui sta indagando, omicidio che risulterà poi collegato ad altre misteriosi morti, una avvenuta anni prima, proprio il giorno del plebiscito che aveva deciso l’annessione della Prussia orientale alla Repubblica di Weimar… insomma, anche in questo quarto libro, non mancano le indagini intricate e i colpi di scena cui l’autore ci aveva abituati con i volumi precedenti.
Parallelamente all’indagine che Rath svolge in Masuria, i colleghi della Burg e l’aspirante commissario di polizia Charly Ritter, la fidanzata di Gereon tornata a Berlino dopo dieci mesi trascorsi a Parigi, lavorano in città, dove Charly si introduce sotto copertura nel “tempio del piacere”.
Il suo personaggio fornisce ai lettori l’occasione per riflettere sul ruolo della donna nella Berlino degli anni Trenta, soprattutto all’interno di un settore lavorativo prettamente maschile come quello della polizia: lei stessa, sebbene sia preparata e determinata, conoscerà non pochi momenti di scoramento nelle settimane in cui sarà assegnata alla Omicidi e sarà chiamata ad indagare sull’assassinio dello Haus Vaterland.
E ora l’elemento storico che è sempre molto presente nel romanzi di questa serie … come sottolineato, i fatti si svolgono nel luglio 1932, quando si verificarono due eventi decisivi per le sorti della Storia, ben raccontati anche nel libro: innanzitutto, la destituzione del governo prussiano, il parallelo arresto del direttore generale socialdemocratico Grzesinski e dell’intero vertice della polizia berlinese, una sorta di “colpo di stato” come lo definiscono Gereon e Charly nel romanzo; poi, sul finire della vicenda, le elezioni del 31 luglio che videro trionfare il Partito Nazionalsocialista con quasi il 38% dei voti; eventi storici che “prepararono” il terreno alla presa del potere di Hitler nel gennaio 1933.
Ora, non mi resta che proseguire con la lettura del quinto volume della serie, “Berlino brucia”, attirata dalla curiosità di sapere quale complicata indagine l’autore farà seguire al suo protagonista, come saprà rendere l’atmosfera di quel periodo, con Hitler ormai divenuto cancelliere, e come si evolverà la storia personale e amorosa del commissario Gereon Rath.
Recensione di Valentina Ferrari


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