POSITIVE INTELLIGENCE Shirzad Chamine

POSITIVE INTELLIGENCE, di Shirzad Chamine (Greenleaf Book Group Llc)

Questo libro non esiste in Italiano e so che la copertina è respingente (per me lo é, almeno).

L’ho comprato perché l’Azienda per cui lavoro mi ha affiancato quest’anno un mental coach per rafforzare le mie soft-skills e abbiamo approcciato l’argomento di questo libro: l’Intelligenza Positiva e la presenza di diversi Sabotatori nella nostra mente.

I Sabotatori sono come delle voci nella nostra testa che generano emozioni negative (e di conseguenza spesso anche azioni) nella vita di tutti i giorni. Nessuno è immune, tutti noi in qualche misura li abbiamo. Sono dei patterns automatici di pensiero, sentimento/sensazione e risposta.

“Lavorano” tutti per conto di un capo supremo, che viene chiamato “Giudice” (di se stessi, degli altri, di quello che ci circonda), il quale tende a controllare la nostra mente facendoci guardare il mondo attraverso una lente invisibile che distorce la realtà.

I Sabotatori sono la causa di tutto il nostro stress, ansia, dubbio, frustrazione e infelicità. Sabotano le nostre performances, il nostro benessere e le nostre relazioni; sono dei nemici interni. Esistono perché una volta erano (o lo sono tuttora) degli aiutanti per alcuni aspetti della vita: sviluppati nella prima infanzia, durante l’adolescenza, sul luogo di lavoro, ci hanno permesso/permettono di sopravvivere sia fisicamente che emozionalmente. Sono stati/sono schemi mentali vincenti sotto certi aspetti, che però portati all’estremo hanno l’effetto opposto e possono essere limitanti. Non possono essere completamente eliminati, però possono essere depotenziati, cioè ridotti in frequenza e/o forza di espressione.

Quali sono?

-Il perfezionista

-Il Controllore

-L’Iper-performante

-L’Iper-vigilante

-L’Iper-razionale

-L’Iper-attivo

-La Vittima

-Il Compiacente

-Il Procrastinatore

Tutti noi li possediamo. Io per esempio ho particolarmente sviluppati il Perfezionista, il

Controllore, L’Iper-Performante: questo un po’ per le mie esperienze passate, un po’ per il lavoro che svolgo, che richiede una concentrazione e un controllo maniacali. Sono quindi utili (o lo sono stati) in determinate circostanze ma -appunto- se li usiamo troppo (se ne abusiamo) ci sabotano.

Imparare ad averne consapevolezza, a riconoscerli, a darci un nome è un passo per “bloccarli”, anche solo parzialmente.

Esistono antidoti? Si, ma non uguali per tutti. Esistono però strategie che possono aiutare a sviluppare la parte “sage” (saggia) del cervello.

-L’esplorazione: domandarsi con curiosità e mente aperta “cosa è vero?”

-Empatizzare (con sé stessi -accettare i propri limiti- e con gli altri)

-Innovare: trovare una opportunità nel riconoscimento di un Sabotatore all’azione per provare a ri-partire con nuove modalità

-Navigare: scegliere una strada che si reputa adatta

-Attivare/attivarsi: prendere una decisione attiva: di cosa ci si deve occupare adesso in realtà?

Noi non siamo il nostro Giudice, né tantomeno i nostri Sabotatori: non siamo noi ad essere inadeguati, indegni di stima/fiducia/, infidi, incapaci, poco socievoli eccetera… queste sono tutte cose che ci stanno dicendo il Giudice (voce interiore) con i suoi Sabotatori. Il Mental coach mi ha insegnato a continuare a ripetere ad alta voce “il mio Giudice vuole farmi credere che… sono inadeguata/indegna di stima etc…”, a fare esercizi di visualizzazione per aiutarmi a provare empatia verso me stessa, qualche tecnica di mindfulness, ed esercizi di focalizzazione per riprendersi dalla distrazione del pensiero e tornare concentrati su quello che si stava/sta facendo. Bisognerebbe imparare a buttare fuori dal corpo questi Sabotatori, proprio per evitare che vengano scambiati per quello che siamo noi.

Disegnarli per esempio per me ha avuto un effetto benefico.

Perché questi Sabotatori si attivano talvolta con una violenza inaudita? Perché sono stati calpestati valori per noi fondamentali (e di valori ce ne sono tanti, non sono uguali per tutti). Similmente, noi possiamo calpestare valori fondamentali per altri e attivare così i loro Sabotatori, e si rischia di entrare in un circolo

Vizioso, in un “vortice” come viene chiamato, che ci fa solo inabissare.

L’intelligenza positiva non si applica solo a individui ma anche a teams, e ho scoperto che si tengono corsi su questa specifica materia. Io non la conoscevo, e anche se a intuito qualcosa già mi era chiara, il corso mi ha aiutato tantissimo ad affrontare alcune mie difficoltà. Non le ho risolte, e non pretendo di farlo, ma sono migliorata in alcuni atteggiamenti e come detto al mio coach ora ho imparato più spesso a “rispondere” invece che a “reagire”, che era il mio obiettivo primario.

Se vi capita di trovare corsi di questo tipo in giro, o leggiucchiate in inglese e potete comprare il libro, non sminuite questo mio consiglio come tempo sprecato. Io almeno l’ho trovato molto utile

Recensione di Benedetta Iussig

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