INGANNO Lilli Gruber

Lilli Gruber

INGANNO, di Lilli Gruber (Rizzoli 2018)

 

Il libro racconta le vicende che sconvolsero il Sudtirolo durante gli anni Sessanta: un piccolo territorio italiano al confine con l’Austria che rivendica il diritto all’autodeterminazione.

Nel 1961 il movimento irredentista sudtirolese Bas fece saltare in aria 37 tralicci dell’alta tensione in Alto Adige.

La Feuernacht, la Notte dei fuochi, nel giugno del 1961 diede il via ad un’ondata di attentati che colpivano i simboli dello stato italiano e che portarono all’attenzione della politica la questione alto Atesina.

La Gruber, nata in quelle zone, sceglie di raccontare quegli anni e la loro complessità usando come “pretesto” la storia di tre amici.
Max, Peter e Klara si avvicinano alla contestazione con l’entusiasmo dell’età. Ma presto capiscono che nella loro terra il dissenso non si esaurisce con le parole, con le manifestazioni e si trovano incastrati in qualcosa di enormemente più grande di loro.
La struttura del libro non mi ha convinta del tutto, non avrei tenuto così nettamente divisa la parte “romanzata” dalla ricostruzione storica ma avrei preferito il racconto di una storia arricchito da un contesto storico approfondito. L’alternanza del romanzo con l’inchiesta giornalistica non valorizza il primo e non aggiunge niente alla seconda.
È comunque una lettura molto interessante, la Gruber spiega, racconta, fa collegamenti, svela retroscena, insomma fa buon giornalismo e pone l’accento su una questione molto complicata e raramente ricordata.

Recensione di Elena Gerla

INGANNO Lilli Gruber

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