IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI Giorgio Bassani

IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI, di Giorgio Bassani

Nella tomba monumentale presso il cimitero di Ferrara, destinata a accogliere le spoglie mortali dei Finzi Contini, riposa solo Alberto, fratello di Micòl e figlio di Ermanno e Olga. Del grande giardino appartenuto alla ricca famiglia ebrea, dove il protagonista narrante trascorreva i pomeriggi dei suoi vent’anni giocando a tennis, dove discuteva con “il” Malnate di poesia e politica e dove, anno dopo anno, si innamorava sempre di più di Micòl, di quel magnifico giardino resta poco: vegetazione incolta e ricordi dolorosi.

IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI Giorgio Bassani recensioni Libri e News UnLibroTutto il racconto, che appare concentrato sull’amore (non corrisposto) del protagonista per Micòl, ci conduce in realtà, lento e inesorabile, verso la Tragedia. I protagonisti trascorrono le giornate presi dalle loro cose, il mondo che impazzisce in quegli anni Trenta è solo un rumore di fondo, l’allontanamento dal circolo tennis solo un episodio sgradevole.

Viene voglia di prenderli per le spalle, scuoterli e dire loro: “Ma non vedi che stai procedendo serenamente verso il baratro, che mentre ti disperi per amore, (il protagonista, ma anche Alberto), mentre attacchi il decadentismo della letteratura contemporanea italiana o il trattamento degli operai (il Malnate) o mentre cerchi te stessa, c’è chi ha già cancellato il tuo futuro, chi sta concretizzando il Male Assoluto?”.

Ma poi penso che debba essere proprio così, come racconta Bassani, mentre ci sei dentro non ti rendi conto, stai facendo la Storia ma non hai gli strumenti per capirla, figurati se puoi combatterla. E allora, se sai farlo, la racconti quando è già passata, sperando che serva agli altri. Forse è anche questo che fa di un libro un Classico.

“Nella vita, se uno vuole capire, capire sul serio come stanno le cose di questo mondo, deve morire almeno una volta E allora, dato che la legge è questa, meglio morire da giovani quando uno ha ancora tanto tempo davanti a sé per tirarsi su e resuscitare. Capire da vecchi è brutto, molto più brutto, come si fa? non c’è più tempo per ricominciare da zero “

Recensione di Elena Gerla

Potete trovare questo titolo anche in Un Libro in un Tweet

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.