FRANKENSTEIN Mary Shelley

FRANKENSTEIN, di Mary Shelley

 

Ecco un libro davvero di grande fama. Se si pensa a tutti gli adattamenti cinematografici, televisivi e teatrali e ai continui riferimenti di questo romanzo contenuti in innumerevoli altre pubblicazioni, dalla letteratura ai fumetti, si può dire di essere di fronte ad una delle opere letterarie di maggior successo. Inoltre il personaggio creato da Mary Shelley è stato ormai consegnato all’immaginario collettivo di tutti noi indipendentemente dal fatto di avere o meno letto il libro.

Veniamo brevemente alla storia.

Siamo nel 1700. Il capitano Walton allestisce una nave per una spedizione nella zona del polo nord per delle ricerche scientifiche. Mentre la nave è momentaneamente prigioniera del mondo freddo e ostile dei ghiacci eterni l’equipaggio osserva fugacemente, in lontananza, uno strano gigante che viaggia su una slitta. Questa specie di fantasma è inseguito da un uomo allo stremo delle forze che viene raccolto e curato sulla nave. Si tratta del dottor Frankenstein di Ginevra, persona di grande cultura, che accetta di raccontare la sua storia al capitano Walton.

Victor Frankenstein è un giovane scienziato ambizioso che ha studiato il modo di dare la vita ed è riuscito a realizzare in laboratorio un essere umano sebbene grossolano, orribile a vedersi ed anche gigantesco. La creatura è subito sfuggita al suo controllo dileguandosi.

Victor non ha più notizie della sua creatura per lungo tempo ma al suo ritorno nella natia Ginevra scopre una verità orribile. Il mostro lo segue come un’ombra e ha ucciso suo fratello. Tempo dopo c’è un incontro tra la terribile creatura e Victor, durante una gita tra gli scenari alpini. Il mostro racconta la sua storia al suo creatore: dopo la fuga ha vissuto nascosto agli sguardi degli uomini ma ha imparato a parlare ed anche a leggere ma quando si manifesta ad una famiglia che ha lungamente osservato e di cui vorrebbe diventare amico viene cacciato malamente e con orrore.

Il mostro si rende conto che non c’è posto per lui nel modo degli uomini perché suscita sentimenti di ribrezzo e nasce in lui un odio irriducibile verso il genere umano. Chiede a Victor di creargli una compagna che -solo lei può farlo- possa amarlo e interrompere la sua solitudine. Per Victor sembra non esserci scelta Il mostro ha già ucciso suo fratello e se non verrà accontentato ucciderà ancora persone a lui care.

Mi fermo qui per non spoilerare troppo per coloro che ancora non conoscono la storia.

Un libro complesso e articolato e ricco di riflessioni e allegorie. Innanzitutto il tema della diversità e del rifiuto sociale di chi ne è portatore; un tema sempre molto attuale. Poi la lotta fra il bene e il male ma anche la complessità dell’animo umano e i tormenti intimi che può nascondere.

Lo stile narrativo è molto lento, decisamente ottocentesco, è può risultare noioso ma nell’insieme il libro è sicuramente valido ed è interessante anche contestualizzarlo nel tempo in cui è uscito (agli inizi del 1800) e immaginare lo scalpore suscitato da un argomento così scabroso.

Recensione di Stefano Benucci

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