FORSE HO SOGNATO TROPPO Michel Bussi

FORSE HO SOGNATO TROPPO, di Michel Bussi (E/O)

 

Era da tantissimo tempo che non leggevo un libro di Bussi, anzi troppo.

Chi lo conosce è consapevole della sua elegante genialità, chi invece non ha ancora avuto il piacere, forse è il caso che colmi questa lacuna.

Ogni libro di questo autore apre un mondo a sé e ogni storia non è mai come le altre.

Ho viaggiato assieme a Nathalie e visitato diverse grandi città, alla ricerca della felicità, o forse nel tentativo di vivere un sogno quasi reale. Una lettura che da subito decolla con la stessa velocità con cui si prepara a staccare la sua mole un Boeing A380 dell’AIR FRANCE in fase di partenza dalla pista dell’aeroporto di Roissy e, attraverso innumerevoli salti fra passato e presente (1999 – 2019) ci introduce in una storia da sogno, o forse proprio dentro un sogno. Forse!

Una trama ricca di misteri, come ormai questo talentuoso autore ha già abituato gli innumerevoli fan che lo seguono, e una vera e propria visita guidata fra monumenti e luoghi d’incanto in città da sogno come Montreal, Los Angeles, Giacarta.

La scrittura raffinata di Bussi ci accompagnerà in questi paesi meravigliosi con il puro intento di distrarci da ciò che in realtà è reale oppure no.

È vero, Nathalie mi ha fatta arrabbiare per l’atteggiamento, ma diciamoci la verità, chi di noi mogli e mamme non ha mai sognato di poter evadere dalla solita routine almeno per un giorno, nel tentativo di uscire dall’oblio della normalità di una vita statica fatta sempre delle stesse cose, priva di avventure elettrizzanti e di un momento e un ricordo che sia solo nostro e di nessun’altro?

Con questo libro, Bussi ci regala veramente un sogno, grazie ad una scrittura che scivola fra le pagine con maestria e un’abilità di linguaggio che rende la lettura piacevole, divertente, ma al contempo che induce nel lettore un battito accelerato e anche altro che scoprirete leggendo. Se poi ad una scorrevolezza incredibile ci aggiungete la capacità di scegliere, dosare ed amalgamare i colori sulla tavolozza immancabile che nei suoi libri è quasi impossibile non trovare, donandoci immagini a colori vivide e invitanti dei luoghi che visiteremo, sì perché ci saremo anche noi da tanto sono ben descritti, credetemi, les jeux sont faits!

Il finale, come del resto vale per ogni suo libro, è sempre una sorpresa e riesce a colpirti al cuore, che sia più o meno elaborato e noi, ancora una volta resteremo lì increduli, sgomenti e con un velo di tristezza perché anche i sogni più belli, quando apriamo gli occhi non sempre ci lasciano addosso un senso di gioia e allegria, anche se non è detto che per questo siano meno belli.
Starà a noi interpretarli e dargli il valore che meritano.
Buon viaggio!

Recensione di Loredana Cescutti

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