ETHAN FROME Edith Wharton

ETHAN FROME Edoth Wharton
ETHAN FROME, di Edith Wharton

“Anche allora, sebbene non fosse più che una rovina di uomo, egli era la figura più imponente e impressionante di Starkfield”

Eccolo Ethan Frome, come ci viene presentato da Edith Wharton.

 

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Non avevo mai letto nulla di questa autrice americana di inizio Novecento, amica di Henry James, forse più conosciuta per L’Età dell’innocenza.

Ethan Frome è un romanzo breve, poco meno di 150 pagine, ma è un racconto compatto, denso, diretto, lapidario nella narrazione di un sentimento e potentissimo!

E’ la storia di un triangolo amoroso, è la storia di un amore infernale che mi ha ricordato moltissimo Cime Tempestose, stesse passioni distruttive, ma a differenza di Heathcliff e Catherine che sono vulcani attivi, qui le emozioni sono represse, non dette e soprattutto non vissute. Quella di Ethan Frome è una tragedia spietata e sobria, una sofferenza cupa, insopportabile, inutile.

 

 

La volontà ridotta all’impotenza.

I protagonisti di questo romanzo breve sono praticamente congelati dalla coltre di neve che ricopre inesorabile tutto il paesaggio. Una neve però che non inquieta ma che rende tutto immensamente malinconico.

Il gelo e il freddo non sono solo nel paesaggio ma sono anche e soprattutto dentro i protagonisti, imprigionati nella convenzionale routine contadina, senza pulsioni, agiscono poco, parlano poco.

Ma l’autrice riesce comunque a far emergere in modo straordinario il carattere di ciascuno, dipingendo tramite loro tutte le emozioni umane anche nelle più piccole sfumature.

 

 

L’unico breve raggio di sole in tutta la storia è Mattie che con la sua voglia di vivere porta un po’ di colore nella fredda e grigia vita di Ethan.

E allora, a questo punto, l’amore in tutta la sua potenza rompe gli argini e deflagra nel gelido e nevoso inverno di Starkfield.

“Poi vi erano altre sensazioni, meno definibili ma più squisite, che li attiravano l’uno all’altra con un palpito di gioia silenziosa: un freddo rosso tramonto dietro le colline invernali, la fuga di un gregge di nuvole sui pendii di stoppie dorate, o le ombre intensamente azzurre degli abeti sulla neve illuminata dal sole”

Buona lettura! 

 

Recensione di Cristina Costa
ETHAN FROME Edith Wharton

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