DALLA STESSA PARTE MI TROVERAI Valentina Mira

DALLA STESSA PARTE MI TROVERAI di Valentina Mira (Sem – gennaio 2024)

Recensione 1

Di questo romanzo, candidato al premio Strega, si sta parlando molto, anche a causa, o grazie, alle polemiche sollevate dalla destra, sia quella di governo, sia quella più ruspante degli estremisti che vanno in piazza a fare il saluto romano. Polemiche pretestuose, anche perché, da quella parte, notoriamente si legge poco ( le copertine, magari!).

Invece è un libro da leggere, e per svariate ragioni che proverò ad elencare, non necessariamente in ordine di importanza.

È una storia ben scritta, con immediatezza, uno stile sobrio e una sottile vena di ironia che suscita il sorriso mentre mette in luce quanto sia farraginoso e ostile a chi è scarso di mezzi, e pure di un’assurdità kafkiana, il nostro sistema giudiziario.

L’autrice ha saputo combinare lo stile dell’indagine giornalistica, con un resoconto accuratamente supportato da nomi e date, con quello del romanzo, e, pur raccontando una storia tragica, non indulge mai in quella che lei stessa chiama pornografia del dolore.

Racconta una storia dimenticata, che ha come contraltare, invece, una vicenda di cui si parla ogni anno, e quest’anno un po’ di più: l’omicidio, nel 1978, di tre militanti di destra presso la loro sede in via Acca Larentia – uno dei quali fu ucciso da un carabiniere. E se ne parla per via della commemorazione, che avviene ogni anno, e quest’ anno un po’ più in grande, con cospicuo dispiegamento di orpelli fascisti.

Racconta una bellissima storia d’amore, quella tra Rossella e il suo Mario, che le viene strappato troppo presto ( e, aggiungerei, “il modo ancor m’offende”): le timidezze giovanili, la costruzione del nido, la complicità e il sostegno reciproco, che, per Rossella, vanno ben al di là della morte di Mario – e forse in questo senso, questo libro un po’ gli rende giustizia, se non altro gettando nuovi dubbi sulla sua vicenda troppo presto dimenticata.

Racconta anche il risveglio di due coscienze alla cittadinanza attiva. Quella di Rossella, durante gli anni di piombo, in un clima da caccia alle streghe, per la quale schierarsi a sinistra significava stare dalla parte dei proletari, in contrapposizione con i ricchi conservatori. E quella di Valentina, autrice e voce narrante, che il caso ha portato dall’ estetista accanto alla croce celtica gigante (ora oscurata su Google Maps) proprio il giorno della commemorazione dei fatti di Acca Larentia.

Racconta di una sorellanza immediata, profonda e salvifica, che si instaura come un colpo di fulmine tra Rossella e Valentina, donne di generazioni diverse, accomunate da vicende personali traumatiche e in qualche modo irrisolte. Valentina Mira sembra suggerire che l’eterno e irrisolto dualismo manicheo che dalla seconda guerra mondiale divide gli italiani, prima in fascisti e partigiani, poi in neri e rossi, carnefici e vittime, ricchi conservatori e poveri aspiranti a una maggiore giustizia sociale, sia in qualche modo una derivazione dello stesso mito fondante della città di Roma, sorta su un’ analoga contrapposizione fratricida, sul sangue di Remo versato da Romolo per sete di potere. E si chiede: cosa sarebbe accaduto se Remo si fosse ribellato?

Recensione di Maria Teresa Petrone
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Recensione 2

Libro incluso tra i dodici candidati per il premio Strega 2024.

Libro che ha suscitato moltissime polemiche ed è stato strumentalizzato per ragioni politiche.

Parte dalla ricostruzione dei fatti di Acca Larentia del febbraio 1978 quando furono uccisi due attivisti di destra (più un terzo ucciso da un carabiniere) che diventano simboli intoccabili del neofascismo.

Il libro indaga sulla morte in cella per “suicidio” dell’uomo ritenuto responsabile di questa uccisioni.

Quasi come un giallo gli avvenimenti si susseguono incalzanti e, grazie al modo di scrivere dell’autrice del libro, ci sentiamo immersi in un’atmosfera da incubo che ci fa sentire tanto arrabbiati quanto inutili, soprattutto in scene descritte magistralmente come quella dell’arresto e quella dell”interrogatorio.

Da ogni pagina di questo libro trasuda passione e questo ne ha fatto per me una lettura eccellente.

Assolutamente consigliato.

Recensione di Teresa Chi

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