PIANO NOBILE Simonetta Agnello Hornby

Piano nobile

PIANO NOBILE, di Simonetta Agnello Hornby

Finito di leggere adesso, bello come tutti i romanzi della Agnello Hornby, scrittrice che mi piace tantissimo.

“La luce. La luce. Voglio più luce. Cerco dentro questa stanza tutto ciò che mi è familiare. Non mi era mai parsa tanto grande questa stanza”.

 

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“Piano nobile” è il secondo romanzo della trilogia iniziata con ” Caffè amaro” e che si concluderà con “Punto pieno”. Inizia nell’estate del 1942 fino ad arrivare al 1955. Il barone Sorci ,sta per morire, e rivede tutta la sua vita in un susseguirsi di vicende che coinvolgono sia lui sia tutta la sua famiglia.

Tutti i componenti si sono riuniti, per volontà del barone, un fastoso pranzo alla fine del quale dal “piano nobile” arriverà la notizia della sua morte. Il romanzo prende vita proprio perché ciascun membro racconta in prima persona se stesso, la famiglia e come vede la stessa e i suoi componenti. Inizia proprio il barone, Enrico Sorci ,nel silenzio della sua camera, a raccontare la sua vita: diventato barone “per strano destino”, poiché il primogenito è morto cadendo da cavallo, finalmente riconosce i meriti della moglie ( sposata senza amore e per dovere) che ha sempre tradito con “donnine” e serve di casa.

 

 

Donna paziente e amorevole ,sua moglie! alla quale ha imposto anche il terribile” panno freddo”. In famiglia non si potevano avere tante figlie femmine ma solo maschi! Le concede di averne solo tre e adesso ha orrore per quello che ha fatto: ha visto ,di nascosto, una volta, con quanto amore e straziante dolore sua moglie “obbedisse” a tale pratica avvolgendo quel piccolo corpicino, che chiedeva soltanto di vivere, in un panno bagnato e coccolarlo fino a quando non si è mosso più.

Rivede le figlie Maria Teresa, Anna e Lia, i figli Cola, Ludovico, Filippo e Andrea; e vede Laura, la nuora prediletta, con il figlio Carlino, per il cui futuro si inquieta. Ognuno di loro, alla notizia della morte del barone racconterà la sua verità anche questa intrisa di dolori e tradimenti.

 

 

C’è anche il racconto, triste e amaro, dell’avvocato che viene dall’America: è uno dei tanti figli non riconosciuti del barone. Ha lasciato Palermo e ha fatto fortuna in America. Gestisce una fortuna immensa, superiore a quella della stessa famiglia Sorci ma non ha mai dimenticato quel calcio che “il padre” gli sferrò da piccolo.

 

 

Con la morte del barone, adesso, tutti i componenti aspirano ad occupare quel “piano nobile”che decide il destino di tutti ma sanno bene che toccherà a uno solo. La Palermo che fa da sfondo al romanzo è la città devastata dalla guerra ma anche la città che verrà devastata da un’altra “guerra”, il progresso che seguirà alla fine della stessa e che crea nuove alleanze sia politiche sia mafiose.

La mentalità è cambiata, ci si deve adeguare al nuovo e il nuovo è anche accettare l’omosessualità di uno dei nipoti. Ma la famiglia resta sempre la famiglia.

 

Recensione di Lidia Campanile

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