WONDER R.J. Palacio

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WONDER, di R.J. Palacio

Recensione 1

Wonder di R.J. Palacio – Vi assicuro che non sono una donna dalla lacrima facile ma, lo confesso, questo libro mi ha fatto commuovere, specialmente nelle ultime pagine. Sia chiaro però che Wonder non è un libro triste né drammatico.

L’autrice sa infatti raccontare in maniera delicata e a tratti divertente la storia di un ragazzino, August – detto Auggie – nato con una gravissima deformazione al viso, dovuta alla sindrome di Treacher-Collins.

Il libro è stato scritto dall’autrice per cancellare i sensi di colpa nati a causa di una sua reazione incontrollata e non voluta che l’ha portata a fuggire via, quasi in preda a una crisi di panico, di fronte a una bambina con una malattia simile.

Auggie è un ragazzino come gli altri, è intelligente e ha uno spiccato senso ironico, ma è stato fortunato perché a causa di questa sua malattia genetica  ha una faccia completamente deforme e ha dovuto subire numerosi interventi pesanti fin dalla nascita. Ha però una famiglia stupenda: la madre, il padre, Via la sorella e Daisy la cagnolina, che lo amano e che lo hanno tenuto protetto fino ai 10 anni.

Al momento di iniziare la scuola media i genitori propongono e  riescono a convincere Auggie a frequentare la scuola e confrontarsi così per la prima volta con il mondo esterno.

Inizia così il viaggio di Auggie nella vita vera, un viaggio costellato di nuove esperienze, paure, cattiverie,  frustrazioni ma anche di curiosità, conoscenza, sentimenti nuovi come l’amicizia, presa di coscienza delle proprie capacità e della propria tenacia e ironia.

Quello che ho molto apprezzato è l’approccio con cui Palacio descrive le cose: non solo dal punto di vista di Auggie, ma illustrando anche le sensazioni e i sentimenti di alcuni dei personaggi che lo circondano e che a loro volta hanno difficoltà, almeno iniziali, nell’intraprendere la relazione con Auggie.

Wonder ci fa riflettere su come, nella maggioranza dei casi, siamo spaventati dalla diversità, o in altri termini, più positivi, dalla “straordinarietà” che non sappiamo gestire, mentre siamo pesantemente condizionati dalle apparenze.

Come spesso accade gli animali si dimostrano migliori degli umani: la dolce Daisy è l’unica a non curarsi della faccia di Auggie, per lei  Auggie è il migliore amico che possa esistere e lo ama incondizionatamente ricoprendo di baci il suo viso imperfetto. Daisy avrà un ruolo affettivo importante nella vita di Auggie e gli sarà di conforto nei momenti di fragilità dandogli coraggio e forza per trovare il suo posto nel mondo.

Recensione di Lorella Palla

Recensione 2

Wonder R J Palacio Recensioni Libri e News UnlibroLa sindrome di Treacher-Collins è una malattia autosomica dominante che porta ad una serie di malformazioni soprattutto facciali, bilaterali ed asimmetriche che richiedono una continua terapia chirurgica, ortognatica e ortopedica per seguire l’iter di crescita del paziente, afflitto spesso anche da problemi respiratori e sordità. L’aspetto facciale di questi pazienti è sconcertante come impatto per chi ne viene a contatto per la prima volta, non sapendo che essi sono dotati di un’intelligenza normale e a volte superiore alla media.

E’ quello che è successo all’autrice R.J. Palacio (pseudonimo di Raquel Jamillo) quando, incontrata una ragazzina con questa sindrome mentre passeggiava in un parco con i suoi figli, è fuggita via per la paura che i figli si spaventassero e si mettessero a gridare. La vergogna per la sua reazione, il suo continuo pensiero verso la situazione vissuta, la ispirarono a scrivere questo libro, un libro per ragazzi (10-14 anni) ma non solo.

E’ la storia di August, Auggie per la famiglia, un ragazzo affetto dalla sindrome che, dopo anni di operazioni dolorosissime per dare al suo volto un aspetto accettabile dal punto di vista estetico e per ripristinare certe funzioni fisiologiche compromesse, ha ricevuto un’educazione scolastica familiare. Ma ora che ha quasi 11 anni è venuto il momento di affrontare una scuola vera, cercare di andare avanti senza la protezione continua dei genitori e con coraggio affrontare il mondo esterno.

La storia di Auggie si sviluppa in 9 mesi di percorso scolastico difficile e irto di prove inaudite per un bambino consapevole come lui, forte e caparbio, ma tanto fragile per il suo bisogno di essere solamente amato e accettato. “Come un agnello al macello”, citando le parole del padre, Auggie affronterà tante situazioni al limite della sopportabilità, si scontrerà con il dolore, la solitudine, lo scherno, la discriminazione, il bullismo ma sperimenterà anche l’affetto, l’amicizia e l’accettazione totale del suo essere, comprendendo e facendoci comprendere che la vera forza è quella di riuscire a trascinare a sé il maggior numero di cuori grazie al proprio richiamo.

Con grande ironia, nonostante i frequenti momenti di disagio e tensione che si incontrano durante la narrazione, Auggie abbatterà i pregiudizi sulla sua condizione presentandosi al mondo così com’è, una bella persona con delle qualità uniche che si racconterà con sincerità, senza retoriche e con grande naturalezza, travolgendoci con la sua storia e facendosi amare già dalle prime pagine.

Efficace la scelta di un’alternanza di capitoli secondo i punti di vista dei vari personaggi che lo affiancano nel suo percorso e che raccontano gli stessi avvenimenti da prospettive diverse. Ognuno di loro è perfettamente descritto in ogni sua più piccola emozione (molto bello il capitolo in cui è Olivia, la sorella maggiore di Auggie, a parlare), ognuno di loro ci comunica sentimenti differenti da cui scaturiscono azioni e reazioni eterogenee, sempre espresse con genuina spontaneità e autenticità.

Non voglio dire altro sulla storia di Auggie, una storia che dovrebbe essere letta almeno una volta nella vita ( i lettori hanno reclamato dei seguiti che sono puntualmente usciti e nel 2017 sarà nelle sale anche il film) perché può insegnare tante cose e le insegna con estrema delicatezza (per questo consigliabile come lettura infantile e adolescenziale) trattando un tema tanto difficile senza nulla nascondere ma usando solo le parole giuste.

Semplice, scorrevole e a tratti poetica, la scrittura scivola veloce anche all’interno di cuori adulti già dischiusi all’accoglienza e alla gentilezza e infrange quelli induriti facendo emergere quel lato buono che porta alla positività, alla gioia e al sorriso presenti anche nella più intima sofferenza. Un finale eccessivamente buonista e oltremodo “americano” può essere facilmente perdonato in nome delle innumerevoli opportunità di riflessione di cui il libro è costellato e che hanno il potere, nonostante la difficile tematica analizzata, di lasciare un ineguagliabile senso di apertura e leggerezza.

Recensione dei Maristella Copula

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