UNA VITA DA LIBRAIO Shaun Bythell

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UNA VITA DA LIBRAIO, di Shaun Bythell

(Titolo originale – The diary of a bookseller)

Come dice il titolo stesso (per lo meno quello originale), questo è il diario di Shaun Bythell, proprietario di una libreria di seconda mano nella cittadina scozzese di Wingtown, conosciuta anche come il “paese dei libri” sia per il gran numero di librerie presenti, sia per il festival del libro che viene organizzato ogni anno. Qui Bythell racconta la sua quotidianità, nel negozio e nella vita privata, con frequenti aneddoti sui clienti più bizzarri e le richieste più assurde. Parla della sua continua lotta con Amazon e Abebooks, che l’autore si trova a dover utilizzare suo malgrado e descrive i vari problemi con cui si scontra nella gestione del negozio, così come la continua ricerca di nuovi libri per mantenere sempre ben forniti gli scaffali, su cui si contano più di dieci mila volumi.

Una vita da libraio Shaun Bythel Recensioni e News UnLibroLa scrittura è molto scorrevole, essendo un diario il linguaggio è colloquiale e non ci sono filtri tra i pensieri dell’autore e le parole che leggiamo. Le pagine sono piene di ironia e sarcasmo, ma non ci sono da aspettarsi delle gran risate, piuttosto dei mezzi sorrisi, tipico british humour. Ho molto apprezzato gli spunti di riflessione che si possono trovare per quanto riguarda l’effetto dei siti di e-commerce sui negozi, abbassando i prezzi e costringendo i commercianti ad adattare la propria offerta per poter competere. Tuttavia in certi punti risulta piuttosto ripetitivo, per non dire noioso, rendendo la lettura a tratti pesante e lenta.

Nonostante questo è un libro che mi sento di consigliare, soprattutto per chi si è chiesto come sarebbe la vita da libraio (anche se la realtà inglese di libri di seconda mano è diversa rispetto a quella italiana).

Un’ultima considerazione è per chi volesse affrontarne la lettura in lingua originale: assolutamente consigliato anche a chi non ha un alto livello, anzi proprio per questo è preferibile a romanzi, il linguaggio è tipico del parlato senza però utilizzare slang.

Recensione di Clara Bianchi

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