SPYROS il marinaio italiano Rita Giammarresi

SPYROS il marinaio italiano Rita Giammarresi

SPYROS il marinaio italiano, di Rita Giammarresi (Bonfirraro)

Una bellissima storia. Punto.

Sono entrata in empatia già dalle prime pagine. Il narrato fluido, fresco, pulito mi ha colpito e più continuavo nella lettura più mi sentivo protagonista in ogni passaggio.
Ben scritto, stile schietto, emozioni forti e contemporaneamente ovattate da un senso di timido pudore, una fiaba senza effetti speciali.

SPYROS il marinaio italiano Rita Giammarresi recensioni Libri e News UnlibroUn romanzo di formazione che lascia il segno.
Alla fine di ogni piccolo capitolo senti il respiro del protagonista, già vecchio e morente, e la sua capacità di riordinare i ricordi affinché nulla sfugga, nulla sia perduto.

Partendo dalla sorgente il protagonista ti prende per mano attraverso il fluire di un fiume, che malgrado il percorso, a volte incidentato, raggiunge la sua foce senza mai intorpidire la sua acqua che rimane cristallina e fresca, metafora che è la sua vita.

Ogni gioia e ogni dolore li senti tuoi e sorridi pacatamente nel constatare che ogni cosa sembra appartenerti.
Bellissimi i passaggi della fame, quella fame non solo fisica ma di conoscenza: un attaccamento alla vita malgrado i dolori e le umiliazioni.

Decisivo il trascorso nell’incantevole Grecia, nello sperduto quanto genuino villaggio Zurza dove il tempo pare si sia fermato. L’incontro con Nerea, giovane selvaggia dea, il riconoscersi nell’altro, la consapevolezza di se stesso. Tutto ciò lo renderà uomo, ribattezzandolo con il nome Spyros, nome di fortuna e abbondanza.

Sebbene gli orrori della seconda guerra mondiale, nulla proprio nulla cambierà l’attaccamento alla vita del protagonista, la sua determinazione, la sua umanità, la sua innocente apertura ai cambiamenti del destino
Ogni tassello è perfettamente incastrato in un’esistenza che farà di un uomo normale un eroe silenzioso, un piccolo capolavoro.

E nel respiro affannoso del narratore prossimo alla fine del viaggio terreno, senti l’affanno di quel bambino, smilzo, correre come una gazzella dentro un paio di pantaloncini corti baciato dal sole, avvolto di profumo di gelsomino.
In quella giovane vita la consapevolezza che tutto è stato e che cosi doveva andare.

“…erano protetti dalla pigrizia nella quale erano cresciuti e languivano dentro una realtà priva di cambiamento.
La miseria, invece di motivarli a migliorare la loro condizione sociale, li aveva spenti. Osservandoli mi faceva star male poiché, al contrario, la mia mente sembrava non fermarsi mai.
Ma quella vita iniziava a starmi stretta e soprattutto non bastava a nutrire la mia fame nei confronti di quel mondo che apprendevo solo dalle mie letture serali.

Ci pensò ancor una volta il destino a decidere per me, dando una svolta inaspettata alla mia vita”

 

Recensione di Patrizia Zara

Commenta per primo

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.