SOTTO IL CIELO DI BERLINO Paulo Ribeiro

Sotto il cielo di Berlino _ Recensioni Libri e News

SOTTO IL CIELO DI BERLINO, di Paulo Ribeiro (Bibliotheka Edizioni)

Una storia d’amore, di amicizie, un muro, una fuga verso la libertà.
Gli elementi ci sono tutti per farne un buon romanzo.

SOTTO IL CIELO DI BERLINO Paulo Ribeiro

Narrata in prima persona, distribuita in 36 capitoli, la storia presenta, però, alti e bassi notevoli. L’inizio comincia in sordina con lirismo delicato per eccedere in forme ripetitive e fanciullesche. Riprende enfasi nei tentativi di fuga per ricadere nella banalità scolaresca di un tema troppo lungo, in frasi elaborate per creare “effetto scenico”. Riparte, si ferma, riparte e si blocca per concludersi in quell’epilogo scontato.

I temi trattati e con essi i sottotemi e i suoi contrari (bullismo e amicizia, bene e male, gioia e dolore, guerra e pace, bontà e buonismo, sensibilità e crudeltà, ovest ed est ) sono altamente esaltati in una forma che non lascia al lettore la possibilità di riflessione: troppi aggettivi, troppe spiegazioni, troppo di tutto.

La scrittura a tratti fluida, spesse volte risulta frammentaria, troppi punti e troppi a capo senza la scorrevolezza di una frase meditata.

E se i dialoghi e le descrizioni risultano sinceramente genuini, accade di trovarli, in molte pagine, cristallizzati nella presunzione di avere scritto qualcosa di troppo grande.

Malgrado ciò consiglio la lettura di “Sotto il cielo di Berlino ” perché riporta eventi storici che profumano di vero, perché, sebbene marcati, narra sentimenti di vigore giovanile. E agli esseri umani, finché sono giovani, si perdona quasi tutto.
Soltanto per tali motivi si comprende l’autore nell’avere calcato la penna dove bastava lasciarla scorrere delicatamente in quel candido foglio bianco. Il tutto veniva da sé in un alto lirismo ahimé sotterrato da costruzioni nebulose e grigie, proprio come il “cielo di Berlino”, lì tra il muro e la “Porta di Brandeburgo” sovrastata dalla famosa quadriga guidata dalla Dea della Pace.

“Se c’è una cosa che ho imparato nella vita, è che ci sono due modi per tenere il popolo in pugno: la prima è la manipolazione. Utilizzare i mass media per ripetere bugie all’infinito, finché queste non sembreranno verità, e distogliere la nostra attenzione dalle malefatte di chi detiene il potere. E, per farlo, creare un nemico comune, spesso chi ci spaventa di più…Quando il popolo di accorge del trucco, ecco che entra in scena il secondo modo per tenerci a bada: semplicemente la violenza”.

Recensione di Patrizia Zara

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