SALVARE LE OSSA Jesmyn Ward

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SALVARE LE OSSA, di Jesmyn Ward (NNE)

Pagine traboccanti di ferocia, miseria, violenza, natura, amore…poesia.

Tutto in questo libro è feroce.
Feroce la vita, che s’impone violenta con il suo carico di dolore e responsabilità…
Feroce la morte, che si prende una madre in cambio di un figlio…
Feroce la natura, madre e matrigna che non ha pietà di nessuno…
Feroce il mondo dei combattimenti dei cani…
Feroce la povertà, che fa crescere in fretta…
Feroce il caldo, che non dà tregua…
Feroce l’amore.

SALVARE LE OSSA Jesmyn Ward recensioni Libri e News Amore carnale, amore fraterno, amore filiale, amore per gli animali, amore come legame amicale.
Personaggi che non sanno usare le parole per dirlo, ma che amano in modo bruciante.
Che sanno proteggersi, difendersi l’un l’altro come animali in branco, abituati a leccarsi le ferite senza piangere, a vivere di carne, pelle e muscoli.

E carnale è anche la scrittura della Ward, una scrittura piena, plastica, evocativa, che si ramifica come le foglie degli alberi che descrive, portatrice di una forza dirompente, crudele e poetica come la quiete dopo la tempesta.
Ti distrugge e poi ti accarezza.

Dodici capitoli, dodici giorni.
Quelli che precedono l’arrivo dell’uragano Katrina in Mississipi.(Agosto 2005)

Bois Sauvage, zona di boschi, paludi, fango, baracche, rifiuti, carcasse di vecchie auto…qui vive Esch (voce narrante), adolescente afroamericana, con i suoi tre fratelli (Randall appassionato di basket, Skeetah innamorato perso del suo pitbull da combattimento e Junior che non ha neanche conosciuto la donna che l’ha messo al mondo) e suo padre.

Esch ha solo 15 anni, ma è segretamente incinta, è cresciuta senza mamma (dopo averla vista morire di parto) e con un padre inadeguato, spezzato dal dolore e dedito più che altro alla bottiglia.

Unica femmina in una comunità di maschi inselvatichiti dalla vita, induriti dalle precoci responsabilità, desiderosa di amore, tanto da non saperlo gestire, selezionare, filtrare, riconoscere.

Esch come Medea, amante non ricambiata, ossessionata dal suo Giasone/Manny dalla pelle dorata, che però non l’ha mai guardata negli occhi.

Polvere, fango, umidità, sudore, sangue, fanno da sfondo all’arrivo della furia cieca dell’uragano Katrina, che devasta e toglie tutto a chi già aveva troppo poco, lasciandoli nudi, inermi, senza un posto dove stare, ma ancora più uniti, più forti, sicuri che basti un fuoco, un secchio capovolto su cui sedersi e la certezza che chi deve tornare prima o poi tornerà, per poter ricominciare.

Pagine che mi hanno fatto soffrire, mi hanno emozionato, agitato e commosso come pochi altri libri.
Potrei parlarne ancora per ore…

Imperdibile.

Recensione di Antonella Russi

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