QUANDO LE MONTAGNE CANTANO Nguyễn Phan Quế Mai

Quando le montagne cantano

QUANDO LE MONTAGNE CANTANO, di Nguyễn Phan Quế Mai

Recensione 1

“ Le foglie sane aiutano quelle strappate”

Libro d’esordio della vietnamita Nguyễn Phan Quế Mai, venditrice ambulante e coltivatrice di riso in seguito diventata, grazie a una borsa di studio all’estero, analista degli effetti a lungo termine delle guerre, “Quando le montagne cantano” ispirato alle esperienze della sua famiglia e delle persone intorno a lei, è una grande epopea familiare che attraversa l’annosa Guerra del Vietnam passando dall’occupazione francese a quella giapponese e infine alla supremazia comunista.

Il Vietnam del Nord infatti, fondato alla fine della Seconda Guerra Mondiale, entrò sotto l’influsso dell’Unione Sovietica e della Cina, contrapponendosi al Vietnam del Sud alleato degli Stati Uniti e del mondo occidentale.

Quando le montagne cantano
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Fu negli anni 53-56 che vi fu un grande esodo della popolazione che dal Vietnam del Nord si dirigeva verso quello del Sud e in quello stesso periodo, numerosi proprietari terrieri del Nord furono denunciati e massacrati per essersi opposti all’esproprio delle proprie terre che venivano distribuite ai fedeli del partito comunista.

La guerra finì nel 1975 e gli Stati Uniti, coinvolti negli avvenimenti del Vietnam già dal 1954 per supportare il dittatore vietnamita Ngo Dinh Diem contro l’avanzata del comunismo, subirono una grave perdita e le truppe furono costrette ad abbandonare il territorio.

In questo ambito si muove la storia della piccola Huong, della madre Ngc e della nonna Diu Lan. Tre generazioni di donne coraggiose la cui vita è stata dilaniata dall’atrocità di questa guerra, portando via ogni loro avere e i loro affetti più cari e costringendole a delle scelte penose e tormentate nella speranza, un giorno, di potersi di nuovo riunire e vivere un’esistenza il più possibile normale insieme a tutti i familiari sopravvissuti.

Le violenze, la fame, la povertà estrema, le pericolose fughe attraverso il Paese straziato o la giungla piena di insidie, le grotte in cui trovare rifugio, il piegarsi a lavori disprezzati dalla società solo per sopravvivere e sperare in un domani migliore, il ritrovare qualche amato familiare in condizioni intollerabili e tristi o perdere definitivamente la speranza di rivedere in vita chi si è tanto amato, non faranno mai mancare loro il grande valore della dignità umana che conserveranno intatto fino alla fine in un mondo che sembra far esplodere, insieme alle bombe e alle mine, ogni sentimento di bontà, giustizia e moralità.

Raccontato in due piani temporali, uno dedicato alle memorie di Diu Lan, vero motore forte ed eroico della famiglia intera e l’altro dedicato agli avvenimenti presenti vissuti dalla piccola Huong il libro, ricco di termini vietnamiti, di proverbi di antica saggezza, di descrizioni paesaggistiche dai colori vividi e di personaggi perfettamente delineati nell’intimo delle loro sofferenze e delle loro gioie, racconta una storia colma di coraggio e di grande speranza che travalicando il dolore della morte e le ferite dell’anima e del corpo ci conduce ad una sponda di ritrovata e consolante voglia di ricominciare.

Recensione di Maristella Copula

Recensione 2

Canta questo bellissimo romanzo, canta dalla prima pagina all’ultima: un canto a volte sommesso, a volte gioioso, a volte doloroso, a volte triste. Un canto che passa sopra la vita di una generazione di una famiglia di contadini del Vietnam del Nord, a cavallo tra secolo scorso e quello attuale. Una famiglia duramente provata dalle guerre, in una terra che non è mai stata in pace, occupata dagli stranieri, per le lotte interne tra Nord e Sud che la straziano, dividono famiglie, affetti, sottopongono a prove durissime le persone.

Una storia raccontata in prima persona da una donna Huong, che spazia dall’inizio del secolo scorso per terminare ai giorni nostri. A capitoli alterni scivolano le storie dell’amata nonna Dieu Lan e della piccola “Guava” dalla sua infanzia fino alla maturità. Storia di donne, divise tra tradizione, onore e spirito di sacrificio e soprattutto amore infinito per la famiglia. Questo spirito e questo amore che non verrà mai meno, nonostante le brutture delle guerre, sarà la loro sfida, il seme piantato nel cuore che continua a germogliare, sarà la loro meritata vittoria.

Un romanzo che è una poesia, scrittura lieve, lieve, che sa di profumo d’oriente. Il titolo? Il padre in guerra fa avere alla sua amata figlia un uccellino di legno “Son ca…ogni volta che questi uccelli cantavano, anche le montagne intorno a me sembravano cantare…il canto arriva fino in cielo e gli spiriti dei defunti ritornato sulla terra sulle ali del loro canto…”.Nonostante le protagoniste ne avessero ben donde, dalle pagine non si percepisce mai odio, trasuda solo dolore e speranza che finalmente tutto lo scempio abbia una fine e si possa finalmente vivere in pace.

Leggetelo amici lettori, un’accorata supplica alla pace, un romanzo che vi farà conoscere tradizioni e drammi di un paese che spesso conosciamo solo per mano di noi occidentali.

Recensione di Carla Maria Cappa
QUANDO LE MONTAGNE CANTANO Nguyễn Phan Quế Mai
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