Premio Strega 2000: N Ernesto Ferrero

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Premio Strega 2000: N, di Ernesto Ferrero

 

Approfittando della edizione speciale pubblicata dal CdS in occasione del bicentenario napoleonico, ho comperato questo romanzo di Ernesto Ferrero e ne do subito un giudizio sintetico: un Premio Strega meritatissimo!

“N.” si presenta nella forma di un diario tenuto dal cadetto di una famiglia mercantile elbana, Martino Acquabona, non uomo d’azione, ma di lettura e di pensiero; da maggio 1814 a febbraio 1815 Martino, mentre ricopre il ruolo di Bibliotecario alla villa dei Mulini, osserva e studia il “fenomeno Napoleone” per capire come sia stato possibile che il Grande Pifferaio abbia incantato tanti “sorci”, li abbia convinti a farsi massacrare volentieri per lui in tante guerre e tante battaglie. Alla fine non può che concludere: non ho che da guardarmi.

Il libro, informatissimo, denso di fatti e di riflessioni, mette a confronto l’uomo d’azione e l’uomo di riflessione: Martino e N. sono l’uno il negativo dell’altro; quando Napoleone fugge dall’Elba per l’estrema avventura, Martino confessa di non riuscire più a vivere senza l’uomo che aveva divisato di uccidere per vendicare i milioni di morti delle tante guerre dell’Orco.
Bellissimo il romanzo, bellissima la scrittura, in cui sono compresenti la lingua colta della borghesia isolana e quella vernacolare del popolo minuto.
Che cosa mi colpito in particolare? Nel ritratto di Ferrero Napoleone appare un abilissimo Manager che tutto organizza, dal piccolo esercito dell’isola, alla legislazione, alle tasse, all’apertura di strade.

L’edizione in mio possesso è certo meno elegante di quella originaria (Einaudi), ma si avvale della presenza aggiuntiva di un dialogo tra l’autore e Franco Cardini a cura di Antonio Carioti.

Recensione di Anna Ciammarughi

Premio Strega 2000: N Ernesto Ferrero

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