PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 1909: Selma Lagerlöf

PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 1909: Selma Lagerlöf – “per l’elevato idealismo, la vivida immaginazione e la percezione spirituale che caratterizzano le sue opere”

IL MIRACOLO DELL’ANTICRISTO, di Selma Lagerlöf

 

 

La scrittrice svedese Selma Lagerlöf fu la prima donna a ricevere il Premio Nobel per la letteratura (1909).

Femminista convinta, rappresentò per gli anni a cavallo tra il XIX e il XX, un autentico fenomeno letterario e civile.

Verso gli inizi della sua carriera, con la sua compagna decise di intraprendere un viaggio sulle orme del Grand Tour d’Europa, e di trascorrere un mese in Sicilia osservando e studiando la società dell’epoca a tal punto da trasformare la sua esperienza in un romanzo storico: Antikrists mirakler, I miracoli dell’Anticristo. Da decenni assente in Italia, di recente ci ha pensato il Palindromo (Palermo) a curarne una nuova edizione.

Il romanzo è impregnato di simbolismi e messaggi seminascosti in linea con il tormentato momento in cui la scrittrice visitò la Sicilia: in Europa si aggirava il fantasma del socialismo, che nell’isola prese la forma dei Fasci siciliani, enorme rivolta violentemente repressa dal governo centrale. Al socialismo e alla lotta di classe dilaganti (come idee e necessità) si contrapponeva – e questo è un tema centrale del romanzo – l’idolatria per le statue di santi che tradiva la scarsa spiritualità della religione praticata (decenni più tardi Sciascia parlerà della quasi nulla religiosità dei siciliani, nonostante la devozione). In un’aura manzoniana dove la vita viene regolata dalla provvidenza, con uno stile a metà fra il realismo magico e romantico, Selma Lagerlof si muove tra socialismo e religione come faccia della stessa medaglia, di cui però non fornisce mai una chiave di lettura definitiva al lettore.

Banditismo, maschilismo, arretratezza, paura dell’autorità (sempre lontana), bellezza stendhaliana dei paesaggi e l’enorme presenza di cittadini britannici sull’isola sono gli altri temi trattati con certa lucidità nel romanzo: Selma doveva essere una brillante osservatrice. E per finire, vorrei sottolineare come la costruzione della ferrovia, da un certo punto in poi, si impadronisce delle pagine del libro come simbolo di progresso e fonte di ordine nel caos del paesaggio nel passaggio dall’uomo Romantico a quello che di lì a poco userà la ferrovia per mandare milioni di suoi simili al macello.

Recensione di Dario A. Vetrano

La leggenda della rosa di Natale, di Selma Lagerlof

 

 

In Islanda c’è una tradizione che ogni anno si rinnova: a Natale ci si regala dei libri, per poi leggerli nella notte più lunga dell’anno alla luce di una candela, sbocconcellando della cioccolata.

Immagino una persona, forse sono proprio io o forse no, in quella notte, sotto le coperte, con questo libro tra le mani.

Immagino il sorriso di questa persona nel leggere di quella rosa che cresce quando tutto il resto muore. Chiudo gli occhi e mi sembra di sentire la musica dello Spirito del Ruscello, li riapro e vedo davanti a me quella vecchia madre davanti ad un figlio che disperato le chiede perdono.

E sono sicura che intorno a questa persona per un attimo abbiano echeggiato le parole di una regina umile, che riesce a donare la forza al suo popolo.

Chissà se quella persona ha pensato ad una vecchia nonna sola che offre riparo e calore alle anime sole e ghiacciate, o a quel suonatore che aveva la grande melodia dentro di sé e non sapeva come donarla agli altri.

E infine, sono certa che questa persona, così come il pastore, manterrà per sempre il segreto sulla miniera d’argento e fantasticherà su quelle lettere mai ricevute dal suo amato.

E così verrà Natale e quella persona, che ora credo proprio di essere io, si lascerà nuovamente emozionare dalla vita, che ogni anno viene per ricordarci che una stalla e un po’ di paglia possono fare la differenza..

È un libricino piccolo, che consiglio a tutti come compagno della notte di Natale

Recensione di Rita Annecchino

Premio Nobel per la Letteratura 2010: Mario Vargas Llosa

PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 2010: Mario Vargas Llosa

L’isola dei tesori, dove gli animali sono preziosi

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