PERCHÉ NON SEI VENUTA PRIMA DI GUERRA lizzie Doron 

PERCHÉ NON SEI VENUTA PRIMA DI GUERRA lizzie Doron Recensioni Libri e news

PERCHÉ NON SEI VENUTA PRIMA DI GUERRA, di lizzie Doron (Giuntina)

Grazie a Read red road ho avuto la possibilità di conoscere la casa editrice La Giuntina fondata da Daniel Vogelmann; essa pubblica molti scrittori israeliani e rappresenta una interessante porta d’ingresso alla storia e alla cultura ebraica.

Grazie al vasto catalogo proposto si possono approfondire la storia e le tradizioni ebraiche, e affrontare consapevolmente e responsabilmente le diversità culturali e religiose all’insegna del rispetto e dell’arricchimento personale.

 

PERCHÉ NON SEI VENUTA PRIMA DI GUERRA lizzie Doron  Recensioni Libri e news

In questo libro la Doron raccoglie momenti di vita e ricordi di sua madre Helena prima e dopo la tragedia dell’Olocausto;
di esso non si parla mai espressamente ma affiora con prepotenza devastante attraverso le ferite e angosce che ossessionano Helena.

La sua vita trascorre a Tel Aviv, nella quotidianità di un grigio quartiere nel rimpianto di una famiglia sterminata ma che sopravvive nelle festività e nelle preghiere.

Una figura di donna straordinaria nel suo anticonformismo che, indomita, riesce a sopravvivere all’esperienza del dolore libera da ogni condizionamento e anche con ironia.

 

 

Il libro è interessante, come interessanti sono anche gli altri libri scritti dalla Doron che consiglio, perché ci rappresenta il mondo del dopo Shoah dove il sentimento comune è l’esigenza di giudicare e punire i crimini nazisti e ci costringe a restare in silenzio di fronte alla tragedia ed alla frustrazione. 

L’autrice tratta argomenti legati all’ebraismo tuttavia la sua “Storia” assume valore universale e motivo di attenta riflessione per ogni lettore.

 

 

“E ogni anno, al momento di cantare ‘Uno è il nostro Dio’, Helena sospirava e in una sorta di controcanto chiedeva: “Perché non due? Perché non due?”, e poi spiegava il significato di quella domanda: “Perché quello che abbiamo ha sbagliato, e non c’era un altro Dio che correggesse lo sbaglio”.

Recensione di Marilena Ratto

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