Parcheggia le adidas in giardino – Sesta Puntata – Corrado Occhipinti Confalonieri

Parcheggia le adidas in giardino

Parcheggia le adidas in giardino

di Corrado Occhipinti Confalonieri

Racconto in otto puntate per Passaparola dei libri

Disegno di copertina: Roberto Ragione

a Ida Boni

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Sesta puntata

12.

Qualche giorno dopo, Nicolò mi aveva restituito i miei appunti di italiano e in fondo al quaderno avevo notato questo messaggio: “un saluto da una ragazza pazzamente innamorata di te. Cristina”. Con relativo numero di telefono.

Lo mostrai a Nicolò che parve divertito. «Lo devo aver scritto l’altro ieri quando è venuta a trovarmi. Adesso cosa pensi di fare?»

«Ah, non lo so proprio. Non mi era mai capitata una cosa del genere, e neppure Cristina mi era sembrata così colpita da me». Pensavo a uno scherzo e lo dissi a Nicolò.

«Quella è una tipa che su queste cose non scherza, lo so per diretta esperienza, visto che siamo stati insieme».

Cercavo di immaginarlo con Cristina e doveva essere vero. Lui così poco formale nei suoi atteggiamenti mentre lei composta ragazza di buona famiglia non dovevano essere andati molto d’accordo. A conferma di questa mia tesi piuttosto traballante, ci fu un commento aggiuntivo di Nicolò: «È durata un mese e poi l’ho mollata. Troppo appiccicosa».

Il pomeriggio a casa avevo un argomento monografico su cui riflettere. Steso sul letto, ripercorreva le tappe più significative di quel giorno allo stadio, ma non riuscivo a trovare nessun mio gesto o battuta così interessante da suscitare tanto interesse in lei. Mi stava sempre di più convincendo non chiamarla quando mia madre mi disse di andare al telefono. Era Niccolò che senza tanti giri di parole mi chiese se avevo deciso qualcosa.

 

 

«Non penso di chiamarla» dissi io.

Lui dall’altra parte della cornetta stava zitto, non gli bastava.

«Sai Nicolò quando avevo 14 anni ho ceduto alle insistenze di alcuni amici perché andassi con una ragazza più grande e non mi è piaciuto per niente».

Speravo che mia madre non fosse nei paraggi, perché probabilmente si sarebbe messa a ridere per una panzana del genere.

«Ma adesso tu hai 18 anni» disse lui senza aggiungere altro.

Trascorse un paio d’ore, telefonai a Cristina.

Non sembrava colpito dal sentirmi, ma ormai ero carico e mi raccontavo a ruota libera e mi stupivo della mia disinvoltura. Dopo un po’ lei disse: «Vieni a casa mia sabato pomeriggio» come se me lo avrebbe proposto anche senza tutto quel mio parlare. Mi dispiaceva di aver raccontato una bugia Nicolò, il pomeriggio stesso mi ero ripromesso di dirgli la verità.

Purtroppo, lui non viene a scuola né il giorno dopo neppure sabato. Mi ritrovai così il giorno dell’appuntamento un po’ confuso. Non avevo elaborato una tattica precisa con Cristina, non sapevo neppure cosa volevo da lei.

Abitava un palazzo d’epoca nel cuore della città. I pavimenti dell’ingresso tirati a cera davano l’idea di igiene quasi maniacale. Preferii prendere le scale perché avevo leggere anticipo e a ogni pianerottolo controllavo la targhetta in ottone appesa alla porta anche se il portiere mi aveva detto che stava al terzo piano.

 

 

Appena sfiorato il campanello Cristina aprì la porta. «Entra, siamo soli in casa mio: fratello è uscito e miei sono al golf».

Leggero senso di panico da parte mia mentre mi faceva sedere sul divano. Era più carina di quella domenica allo stadio. Leggermente abbronzata, si era data sulle labbra un rossetto rosa che le conferiva un aspetto in salute.

Mentre ero in cucina a preparare due bicchieri di coca e rhum diedi un’occhiata al salotto. Una mano sicura aveva arredato tutto senza concedersi alcuna interpretazione di uno stile tardo ottocentesco.

Il parquet scricchiolava anche sotto il passo leggero di Cristina, a tratti  attutito da alcuni grandi tappeti persiani. Qualche quadro alle pareti mostrava una preferenza per paesaggi di campagna, ritratti sul calare della sera.

Dopo aver bevuto un paio di bicchieri ero quasi ubriaco, mi accorsi che un piatto di salatini quasi vuoto mi divideva da Cristina. Scorgevo nei suoi occhi la stessa impazienza di quando allo stadio non avevano dato i pon-pon di carta. Non riuscivo più a parlare, mi girava la testa, mi resi conto che è arrivato il momento di agire.

 

 

Presi dal divano il piatto con i salatini, lo poggiai sul tavolino di fronte e mi avvicinai a Cristina che rimaneva impassibile. Stranamente non spostò il viso mentre tentavo di baciarla, aveva schiuso le labbra. Mi prese per il bavero della giacca e mi condusse sul tappeto. Non ricordo molto di quello che successe, forse perché fu così veloce che era meglio dimenticarsene.

Sistemammo il tappeto che fuori era già buio e nella penombra Cristina mi sussurrò di andarmene perché lì a poco sarebbero rientrati i suoi.

Fine della Sesta Puntata

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Profilo biografico dell’autore

 

Corrado Occhipinti Confalonieri

 

Corrado Occhipinti Confalonieri è nato a Milano nel 1965. Laureato in Scienze politiche, è storico e autore. Ricordiamo un saggio sul Circolo dei nobili fra ancien régime e liberalismo (Il Risorgimento, 1992, 1) e di uno  sul progetto di Unione franco britannica del giugno 1940 (Rivista di studi politici internazionali, 2018, 4). Nel 2019 ha pubblicato uno studio sull’azione di Jean Monnet nella Prima guerra mondiale (Rivista di studi politici internazionali 2019, 4) e la ricostruzione della Cronaca della peste del 1348 scritta da Gabriele Mussi (Bollettino storico piacentino 2019, 2). Finalista del concorso letterario. Un giorno di Joyce indetto dal “Corriere della Sera”, collabora con i mensili MedioevoStorica National Geographic e col settimanale Maria con te. Si occupa anche di divulgazione storica e novità librarie sui social (Instagram e Facebook) dove riscuote  un ampio seguito. Nel romanzo storico  La moglie del santo  (Edizioni Minerva) narra la vita di due suoi avi vissuti nella prima metà del 1300:  Corrado Confalonieri – santo patrono di Noto e di Calendasco – e sua moglie Eufrosina Vistarini. Le agiografie ufficiali citano solo di sfuggita Eufrosina: scopo dell’opera è quello di ridare voce a una donna coraggiosa, a lungo dimenticata, nel contesto politico, sociale e religioso dell’Italia del XIV secolo.   Per il suo romanzo , ha vinto il Premio speciale Italia Medievale 2019 e quello per la miglior copertina dal gruppo Facebook Thriller storici e dintorni.

 

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