IL MAESTRO E MARGHERITA Michail Bulgakov

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IL MAESTRO E MARGHERITA, di Michail Bulgakov

Scrivere una recensione dell’opera di un mostro sacro come Bulgakov ”fa tremare le vene e i polsi”… Per questo mi limiterò a fornire alcuni spunti che possano stimolare la lettura di questo romanzo fantasmagorico, che ha come interprete principale addirittura il Diavolo!

Interessante segnalare che il romanzo uscì dopo molte censure e oltre 20 anni dalla morte dell’autore; Bulgakov aveva iniziato a scriverlo 40 anni prima e in un momento di disperazione per le censure subite dal regime stalinista, aveva addirittura bruciato il manoscritto.

Se dovessi dire 3 parole che meglio caratterizzano il romanzo queste sono:

  • Fantasia: perché è originale, surreale, a tratti grottesco
  • Ironia: che diventa satira quando si riferisce al regime stalinista
  • Passione: perché narra della relazione amorosa fra il Maestro, uno scrittore, e Margherita una donna misteriosa.

IL MAESTRO E MARGHERITA Michail Bulgakov recensioni Libri e News UnlibroIl Maestro e Margherita racconta due diverse storie: i capitoli dedicati all’una e all’altra si alternano dall’inizio alla fine del romanzo.

La prima storia è ambientata a Mosca negli anni trenta del Novecento, dove arriva un sedicente professore di magia nera (Woland) che si rivelerà essere il diavolo, per affermare i valori del male. La seconda storia è invece ambientata a Gerusalemme ai tempi del prefetto romano Ponzio Pilato che si interroga se processare Gesù sia giusto o meno.

La prima storia inizia in un parco di Mosca: un poeta (Ponyrëv) e uno scrittore (Berlioz) stanno conversando quanto irrompe un uomo di nome Woland, che si dice esperto di magia nera. I tre discutono dell’esistenza di Gesù Cristo.

Woland per convincere i due che Gesù sia davvero esistito porta la sua testimonianza, affermando di essere stato al suo processo a Gerusalemme (e qui il riferimento è alla seconda storia del romanzo). Per rendersi più credibile Woland predice la morte di Berlioz, che poco dopo effettivamente avviene. Ponyrëv rimane scioccato dalla scena fino ad impazzire.

Viene rinchiuso in manicomio, dove incontra un paziente, uno scrittore che si fa chiamare “Maestro” che gli racconta che la sua pazzia ha origine dalla storia d’amore avuta con una donna – la Margherita del titolo – e dalle dure critiche subite dai letterati sovietici per il suo romanzo su Ponzio Pilato. Rivela inoltre a Ponyrëv che Woland altro non è che il Diavolo.

Nella seconda parte del romanzo appare Margherita, che viene coinvolta in varie peripezie da Woland e dai coloriti personaggi che lo attorniano: in particolare la strega Hella, i servitori Korov’ev e Azzalello e il gatto nero Behemoth, protagonista di una serie di situazioni sbalorditive e davvero esilaranti.

Woland offrirà a Margherita un’opportunità di liberare l’amato Maestro, chiedendo come contropartita che diventi una strega. Memorabile il volo di  Margherita nuda a cavallo di una scopa su tutta Mosca e il gran ballo di Satana di cui è regina, a cui partecipano i dannati di ogni specie che urlano, danzano nudi, si tuffano in una piscina colma di champagne e poi svaniscono nel nulla.

Recensione di Lorella Palla

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