NOSTALGIA Ermanno Rea 

Ermanno Rea

NOSTALGIA, di Ermanno Rea (Feltrinelli)

 

Felice Lasco, spettatore a 17 anni di un omicidio rimasto impunito commesso da Oreste Spasiano, un suo sodale amico di gioventù col quale si stava avviando sulla strada della piccola delinquenza, emigra in Africa e sparisce precipitosamente da Napoli e dal suo quartiere della Sanità per non essere coinvolto nella responsabilità del delitto ed evitare una pericolosa testimonianza che potrebbe condannare se stesso e l’amico.

Con l’aiuto di uno zio, il quale lavora per una impresa italiana di grandi opere edilizie in diversi stati africani, costruisce una nuova vita, si crea una serena posizione economica e così pure un solido affetto, grazie all’amore di Arlette, una ragazza egiziana che vorrebbe formare con lui una famiglia.

Felice, però, è un solitario inquieto: porta dentro di sé, irrisolti, gli strascichi dei suoi errori giovanili, il peso dell’amicizia con Oreste, divenuto un malavitoso boss del quartiere e reca un amore/odio per la sua vita precedente e per Napoli dove ancora sopravvive la madre.

Sarà proprio la notizia della malattia della mamma e delle pietose condizioni di degrado nelle quali a stento tira avanti che indurrà Felice a tornare nel quartiere Sanità per assisterla e, dopo poco, darle sepoltura: non andrà più via. Alla ricerca dei luoghi e delle persone precocemente abbandonati, preso dalla nostalgia del se stesso più profondo, al termine di una lunga confessione della sua storia ad un medico e al parroco della Chiesa di Santa Maria della Sanità, il Monacone, la più importante e simbolo del quartiere, troverà qui l’epilogo della sua esistenza tormentata per la mano vendicativa dell’antico amico ormai crudele e diffidente avversario che era stato abbandonato all’indomani del delitto ed è ora un miserabile camorrista, in realtà impaurito per quel ritorno che minaccia di riportare alla luce colpe antiche.

Riferire la trama intera dell’opera non deve essere visto come una colpevole anticipazione, perché l’esito finale della storia è annunciato sin dalle primissime pagine del testo: il motivo per leggere Nostalgia è dunque un altro, piuttosto che quello di scoprire un epilogo che appare manifesto dall’inizio. È il percorso di un’anima tormentata che ritrova le sue radici sino al sacrificio più estremo ed è il percorso di una città, Napoli, e di questo suo quartiere, la Sanità, che ne rappresenta il simbolo più completo, con i suoi vicoli tortuosi, i mercati brulicanti, le caverne sotterranee, gli antichi cimiteri ipogei scavati nel tufo di Capodimonte, le chiese monumentali, la grande bellezza confusa col degrado ambientale e morale, la povertà e la violenza, il bisogno di riscatto, con le figure, infine, che ne interpretano la sopraffazione e la speranza di rinascita

Da quest’ultimo libro di Ermanno Rea, pubblicato postumo, accorata testimonianza sognante, Mario Martone sta ricavando un film la cui lavorazione è in corso: è uno dei motivi per leggere l’opera finale dell’autore di ‘Mistero napoletano’, de ‘La dismissione’, di altri romanzi ambientati nella città partenopea e del bellissimo ‘L’ultima lezione’ sulla misteriosa scomparsa dell’economista Federico Caffè. Confrontare la profonda narrazione di Rea con quello che Martone saprà trasfondere nel film potrà costituire una ragione di più per tornare ad un testo bello ed intimo scritto qualche anno fa e prepararsi a scrutarne sullo schermo di un cinema la metamorfosi visiva ad opera di un grande regista contemporaneo.

Recensione di Giovanni Rossi
NOSTALGIA Ermanno Rea

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