MATILDE Roald Dahl

Matilde

MATILDE, di Roald Dahl

Matilde
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Recensione 1

Ci sono genitori che stravedono per i propri figli e li considerano pieni di virtù, stupendi, intelligenti e studiosi anche quando questo non è affatto vero e addirittura contestano apertamente gli insegnanti che la pensano diversamente. Poi, ci racconta Roald Dahl, all’inizio del libro, ci sono rari casi in cui avviene il contrario.

E’ il caso della piccolissima Matilde. I suoi genitori la considerano solo una seccatura; suo padre è impegnato a far soldi vendendo macchine usate contraffatte, sua madre a farsi bella e seguire i programmi della TV spazzatura. Solo il fratello Michele riceve le attenzioni dei genitori che invece ignorano deliberatamente la figlia che in realtà è una bambina precocissima e molto intelligente. Matilde impara a leggere da sola a tre anni ma la sua casa offre poco ad un buon lettore. Inoltre i genitori non ci sentono da questo orecchio:

—Papà, mi compreresti un libro?

—Un libro? E per che cavolo farci?

—Per leggerlo.

—Diavolo, ma cosa non va con la tele? Abbiamo una stupenda tele a ventiquattro pollici e vieni a chiedermi un libro! Sei viziata, ragazza mia!

Il primo giorno di scuola la deliziosa maestra di Matilde, la signorina Dolcemiele, si accorge subito delle eccezionali doti della bambina che riesce anche a fare a memoria calcoli con diverse cifre. L’odiosa direttrice della scuola, l’attempata signorina Spezzindue però rappresenta un nuovo ostacolo per la bambina. La direttrice è una vera strega, un personaggio odioso temuto dai bambini ma anche dagli stessi insegnanti.

Insomma ne succedono di tutti i colori.

Il libro è divertente, scorrevole, veloce. I personaggi sono azzeccatissimi. La storia è piacevolissima. La trama è ricca di continui colpi di scena che naturalmente non voglio anticipare.

Un libro particolarmente adatto per bambini fino ai dieci anni, da leggere con figli e nipoti.

Da questo libro è stato tratto un film con Danny de Vito piuttosto carino.

Recensione di Stefano Benucci

 

Recensione 2

C’è un momento, in queste giornate tutte uguali, che amo. È la sera quando sotto un piumone color cielo leggo a staffetta con Angelo, il mio Napoleone di otto anni. Per questo Natale abbiamo scelto “Matilde” di Roald Dahl. È il libro che ha vinto il sondaggio nella mia prima, tra i miei alunni, come lettura per i giorni di festa, niente assegno solo parole! Angelo ed io l’abbiamo divorato! È stato un viaggio intrepido e fantastico.

Di fronte ad alcuni colpi di scena abbiamo sgranato gli occhi contemporaneamente, abbiamo riso, ci siamo commossi e anche arrabbiati. Come può esistere tanta volgarità? Persone grandi che non sono grandi per nulla? Le domande di Angelo erano straordinarie nella loro intrinseca umanità e innocenza, dei sassolini per fermarsi e riflettere.

Matilde è entrata nella nostra vita ed è stato il Babbo Natale di quest’anno. La potenza del suo sguardo sincero e leale è stata una carezza di prodigio. Una bambina di prima elementare che possiede un atlante umano come pochi adulti al mondo, grazie ai libri, che legge con avidità ed entusiasmo. Una bambina che nonostante una famiglia cieca e sciatta diventa in altro modo, trasmettendo il messaggio fondamentale che la cultura è salvifica. Una bambina che cammina restando seduta nella sua stanza attraverso le parole. Niente la demolisce nessun attacco sferrato la colpisce o la piega. Rimane in piedi, salda e vigile.

Gli adulti in questo libro non sono esempi da seguire: ottusi, volgari, mediocri e pressappochisti. Sembra un mondo in cui i bambini sono pifferai, gli adulti topi. Alla fine del libro Angelo ha pianto. Il motivo non posso raccontarlo perché sciuperei la bellezza di questa lettura. E poi mi ha guardato, con gli occhi colmi di meraviglia e mi ha detto: “Mamma lo leggiamo di nuovo?”.

Recensione di Luisa Ciccone
MATILDE Roald Dahl

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