MAI STATI COSÌ FELICI Claire Lombardo

MAI STATI COSÌ FELICI

MAI STATI COSÌ FELICI, di Claire Lombardo (Bompiani luglio 2020)

Questo romanzo potrebbe essere raccontato attraverso una frase :“eravamo felici e non lo sapevamo”.

Mi sono avvicinata a questa lettura prevenuta, perché i libri osannati spesso si rivelano fenomeno “usa e getta”, pura propaganda commerciale.

Mi sono dovuta ricredere. Questa storia commuove, invita a riflettere, svela i fantasmi delle nostre paure, ma soprattutto non è per nulla edulcorata.

MAI STATI COSÌ FELICI Claire Lombardo
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La voce corale di una famiglia comune prende vita fin dalle prime pagine conquistando il lettore, avvinghiandolo alle pagine. Leggi e procedi come in apnea. Litighi con i personaggi, dai pacche sulle spalle, distribuisci abbracci e vieni abbracciata e accarezzata. Prima che terminasse ho iniziato a centellinare le pagine. Non volevo separarmi dalla famiglia Soreson, da queste quattro donne così diverse e dai loro genitori: Wendy, la primogenita, avvolta da un bozzolo di solitudine ribelle, in perenne conflitto con la sorella Violet con la quale ha pochissimi mesi di differenza, che sembra aver rubato l’affetto dei genitori fin dalla nascita, con il suo carattere apparentemente conciliante, da perfettina, Liza docente universitaria che accudisce un compagno/bambino, incompleta e vacillante, Grace, la piccola di casa, l’ultima, intrappolata nelle bugie e in un ruolo, Marilyn mamma matriosca, che avvolge, sostiene senza schiacciare, senza giudicare, coraggiosa e impavida, la vera architetta dei legami, manutentrice dei rapporti e David, marito e padre, bussola di amore e di rotte, un uomo da desiderare al proprio fianco.

Ed è proprio l’amore sconfinato di questa coppia ,nata “unita “,che si mostra come un peso insostenibile per le protagoniste, un record di Unione che non potranno mai eguagliare, una partita che non vinceranno mai. In particolare questo romanzo racconta i rapporti familiari spesso non così placidi e sereni, le sottili guerre civili che esistono all’interno delle famiglie e la cura che si deve ai legami per farli sopravvivere, perché si nasce sorelle, ma lo si diventa giorno per giorno, condividendo spazi e sottraendo attenzioni ai genitori, i quali a loro volta imparano a esserlo sul campo, perché nessun figlio viene al mondo con il bugiardino, ossia con le istruzioni per l’uso. Spesso proprio nell’ambiente familiare si covano grandi rancori e ostilità, invidie e lotte di potere.

Questi personaggi così fuori dagli stereotipi, imperfetti e pulsanti, capaci di farci amare i nostri numerosi limiti, di insegnarci il valore della parola “aiuto” diventano parte della quotidianità del lettore, perché l’esistenza è così come la scrittrice la dipinge, instabile, precaria e fragile. Sarà l’arrivo di un giovane uomo che lo dimostrerà, svelando il “dietro le quinte” e nulla sarà più come prima.

“La Normalità: da un punto di vista sociologico merita più attenzione.”

Recensione di Luisa Ciccone

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