LE NEMESI Philip Roth

LE NEMESI Philip Roth

LE NEMESI, di Philip Roth

Una raccolta di quattro romanzi brevi, scritti negli ultimi anni di carriera (e di vita) di questo fuoriclasse letterario.

Non so se l’idea di riunire questi racconti sia stata antecedente la loro stesura, o se sia giunta dopo; quello che appare chiaro è che essi possiedono un comune denominatore molto forte, dal messaggio univoco, coeso.

Le nemesi

Le conseguenze delle nostre azioni.

Nemesi significa vendetta, Fato, sorte ineluttabile che, con una serie di avvenimenti negativi, compensa un periodo di particolare prosperità.

Questi quattro racconti parlano esattamente di questo, e sono terribili, duri, un’analisi spietatamente lucida. Ad azioni non meditate, mediocri (ma comprensibili ed umane, azioni che compiamo potenzialmente tutti), corrispondono conseguenze altrettanto basse.

EVERYMAN è semplicemente un piccolo gioiello, una delle cose migliori mai lette di Roth (e ce ne vuole). Parla della vecchiaia e della malattia.
Della solitudine in questi due frangenti, data da investimenti affettivi sbagliati.
È un monito. Un monumento. Un diamante da portare al dito.

 

INDIGNAZIONE: “il terribile, incomprensibile modo in cui le scelte più accidentali, più banali, addirittura più comiche, producono gli esiti più sproporzionati”

UMILIAZIONE è un racconto (autobiografico?) sulle conseguenze nefaste di un amore che si sa essere sbagliato fin dall’inizio

NEMESI beh…non l’ho riletto, non ora.
Sapete bene che parla dell’epidemia di poliomielite, ma non solo.
È la caduta dell’eroe. Riprende la figura iperdotata dalla natura (come era quello dello svedese) che va incontro al fallimento. Troppo senso del dovere, troppa bellezza, troppa intelligenza. L’impossibilità di accettare la sorte avversa per una figura tutta di un pezzo, che aspirava alla perfezione.
Fitzegard diceva “datemi un eroe, e vi darò una tragedia”.

 

Eccole qui, Le nemesi.

Forse non sono il libro ideale da leggere ora, che abbiamo una nemesi collettiva in corso; non è affatto rasserenante, ma un monito prezioso sì, lo è.

Ve ne lascio uno che mi ha colpito più di altri e che mi porterò nel taschino:

“Siate superiori ai vostri sentimenti, altrimenti finiranno per spazzarvi via”.

Recensione di Nicoletta Tamanini

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